Canzoniere (Rerum vulgarium fragmenta)/Al cader d'una pianta che si svelse

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Al cader d'una pianta che si svelse
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Al cader d’una pianta che si svelse
come quella che ferro o vento sterpe,
spargendo a terra le sue spoglie excelse,
mostrando al sol la sua squalida sterpe,

       5vidi un’altra ch’Amor obiecto scelse,
subiecto in me Callïope et Euterpe;
che ’l cor m’avinse, et proprio albergo felse,
qual per trunco o per muro hedera serpe.

Quel vivo lauro ove solean far nido
       10li alti penseri, e i miei sospiri ardenti,
che de’ bei rami mai non mossen fronda,

al ciel traslato, in quel suo albergo fido
lasciò radici, onde con gravi accenti
è anchor chi chiami, et non è chi responda.

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