Antigone (Alfieri)/Atto primo/Scena II
| ◄ | Atto primo - Scena I | Atto primo - Scena III | ► |
SCENA SECONDA.
Antigone.
QUeta è la Reggia; oscura
La notte; or via; vadasi...e che? Vacilla 35
Il cor? Mal ferme il piè tremante imprime
L’orme? Perchè? Forse un delitto imprendo?
Donde il terror? Morte pavento io forse? -
Io temo sol di non compir l’impresa.
O Polinice, o da me pianto invano 40
Fratel finor...Passò stagion del pianto;
Tempo è d’oprar: me del mio Sesso fatta
Sento maggior. Dell’inuman Creonte
Ad onta, oggi, da me, il vietato rogo,
L’esequie estreme, o la mia vita avrai. - 45
Notte, o tu, che regnar dovresti eterna
In questa Terra d’ogni luce indegna;
Del tuo più denso orrido vel t’ammanta,
Per favorir l’alto disegno mio.
De’ Satelliti Regj al vigil guardo 50
Sottrammi; io spero in te. - Numi, se Voi
Espressamente non giuraste, in Tebe
Niun’opra mai pietosa a fin doversi
Condur, sol vi chiegg’io tanto di vita,
Quant’or mi basti ad eseguir quest’una.55
Vadasi omai: santa è l’impresa; e santo
Quel che mi punge sprone, amor fraterno. —
Ma chi m’insegue? Oimè! tradita io sono...
Donna è, che vien? O chi se’ tu? Rispondi.
SCENA TERZA
ARGÌA, ANTIGONE.
Argìa.
UNa infelice io sono.
Antigone.
In queste Soglie, 60
In sì tard’ora che fai tu? Che cerchi?