Antigone (Alfieri)/Atto quarto/Scena IV
| ◄ | Atto quarto - Scena III | Atto quarto - Scena V | ► |
ANTIGONE
Gran cor fidar, nella virtù primiera,
Che in te spenta non credo.
Emone
Or và; sia degno
Quant'i'farò di mia virtù primiera.
S C E N A Q U A R T A
CREONTE.
BEn sò l'indole sua: più ch'ogni laccio 160
Sensi d'onore a lui son fren: gran parte
Del suo furor il mio fidar gli toglie.....
Pur potrebbe egli ebro d'amor fors'oggi
Forza tentar?...ma lieve m'è suoi passi
Spiar, deluder, rompere: di vita 165
Tolta Antigone prima, il tutto poscia,
Teseo placar, silenzio imporre al Volgo,
Riguadagnarmi il Figlio, il tutto è nulla.-
Ma d'Argìa che farò?- Guardie, si tragga
Argìa quì, tosto.- Util non m'è sua morte; 170
L'ira d'Adrasto anzi placar mi giova:
ATTO QUARTO
Troppi ho nemici già. Mandarla i' voglio
In Argo; al Padre: inaspettato dono
Gli arrecherà più gioja; e a me non poco
Così la taccia di crudel sia scema. 175
S C E N A Q U I N T A
CREONTE, ARGÌA
Creonte.
VIeni, e m'ascolta, Argìa.... Dolor verace,
Amor di Sposa, e pio desir condotta
In Tebe t'hanno, ove il divieto mio
Romper tu sola osato non avresti....
Argìa.
T'inganni; io sola.....
Creonte.
Or ben rotto l'avresti, 180
Ma per pietà, non per dispetto, a scherno
Del mio sovran poter; non per tumulti
Destar; l'amor ben scerno, e la pietade