Artaserse/Atto primo/Scena XI

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Atto Primo

Scena undicesima

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Megabise, poi Arbace disarmato fra le guardie, e detti.

Megabise
Arbace è il reo.
Artaserse
Come!
Megabise
Osserva il delitto in quel sembiante. (accennando Arbace, che esce confuso)
Artaserse
L’amico!
Artabano
Il figlio!
Semira
Il mio german!
Mandane
L’amante!
Artaserse
In questa guisa, Arbace,
Mi torni innanzi? Ed hai potuto in mente
Tanta colpa nudrir?
Arbace
Sono innocente.
Mandane
(Volesse il Ciel!)
Artaserse
Ma, se innocente sei,
Difenditi; dilegua
I sospetti, gl’indizi; e la ragione
Dell’innocenza tua sia manifesta.
Arbace
Io non son reo: la mia difesa è questa.
Artabano

(Seguitasse a tacer!)

Mandane
Pure i tuoi sdegni
Contro Serse?
Arbace
Eran giusti.
Artaserse
La tua fuga?
Arbace
Fu vera.
Mandane
Il tuo silenzio?
Arbace
È necessario.
Artaserse
Il tuo confuso aspetto?
Arbace
Lo merita il mio stato.
Mandane
E ’l ferro asperso
Di caldo sangue?
Arbace
Era in mia mano, è vero.
Artaserse
E non sei delinquente?
Mandane
E l’uccisor non sei?
Arbace
Sono innocente.
Artaserse
Ma l’apparenza, o Arbace,
T’accusa, ti condanna.
Arbace
Lo veggo anch’io: ma l’apparenza inganna.
Artaserse
Tu non parli, o Semira?
Semira
Io son confusa.
Artaserse
Parli Artabano.
Artabano
Oh Dio!
Mi perdo anch’io nel meditar la scusa.
Artaserse
Misero! che farò? Punire io deggio
Nell’amico più caro il più crudele
Orribile nemico. A che mostrarmi
Così gran fedeltà, barbaro Arbace?
Quei soavi costumi,
Quell’amor, quelle prove
D’incorrotta virtude, erano inganni
Dunque d’un’alma rea? Potessi almeno
Quel momento obliar che in mezzo all’armi
Me da’ nemici oppresso
Cadente sollevasti, e col tuo sangue
Generoso serbasti i giorni miei!
Ché adesso non avrei,
Del padre mio nel vendicare il fato,
La pena, oh Dio! di divenirti ingrato.
Arbace
I primi affetti tui,
Signor, non perda un innocente oppresso.
Se mai degno ne fui, lo sono adesso.
Artabano
Audace! E con qual fronte
Puoi domandargli amor? Perfido figlio!
Il mio rossor, la pena mia tu sei.
Arbace
Anche il padre congiura a’ danni miei!
Artabano
Che vorresti da me? Ch’io fossi a parte
De’ falli tuoi nel compatirti? Eh, provi, (ad Artaserse)
Provi, o signor, la tua giustizia. Io stesso
Sollecito la pena. In sua difesa
Non gli giovi Artabano aver per padre.
Scordati la mia fede, oblia quel sangue,
Di cui, per questo regno
Tante volte pugnando, i campi aspersi:
Coll’altro, ch’io versai, questo si versi.
Artaserse
Oh fedeltà!
Artabano
Risolvi, e qualche affetto
Se ti resta per lui, vada in oblio.
Artaserse
Risolverò, ma con qual core... Oh Dio!
Deh respirar lasciatemi
Qualche momento in pace!
Capace di risolvere
La mia ragion non è.
Mi trovo in un istante
Giudice amico, amante,
E delinquente e re. (parte)