Artaserse/Atto terzo/Scena VIII

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Atto Terzo

Scena ottava

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Luogo magnifico destinato per la coronazione di Artaserse. Trono da un lato con sopra scettro e corona. Ara nel mezzo accesa, con simulacro del Sole..

Artaserse ed Artabano con numeroso séguito e popolo.

Artaserse
A voi, popoli, io m’offro
Non men padre che re. Siatemi voi
Più figli che vassalli. Il vostro sangue,
La gloria vostra, e quanto
È di guerra o di pace acquisto o dono
Vi serberò: voi mi serbate il trono;
E faccia il nostro core
Questo di fedeltà cambio e d’amore.
Sarà del regno mio
Soave il freno. Esecutor geloso
Delle leggi io sarò. Perché sicuro
Ne sia ciascun, solennemente il giuro. (una comparsa reca una sottocoppa con tazza)
Artabano
Ecco la sacra tazza. Il giuramento
Abbia nodo più forte: (porge la tazza ad Artaserse)
Compisci il rito. (E beverai la morte).
Artaserse
"Lucido Dio, per cui l’april fiorisce,
Per cui tutto nel mondo e nasce e muore,
Volgiti a me. Se il labbro mio mentisce,
Piombi sopra il mio capo il tuo furore;
Languisca il viver mio, come languisce
Questa fiamma al cader del sacro umore; (versa sul fuoco parte del liquore)
E si cangi, or che bevo, entro il mio seno
La bevanda vital tutta in veleno". (in atto di bere)