Artaserse/Atto terzo/Scena VIII
Da Wikisource.
< Artaserse | Atto terzo
Pietro Metastasio - Artaserse (1730)
| ◄ | Atto terzo - Scena VII | Atto terzo - Scena IX | ► |
Luogo magnifico destinato per la coronazione di Artaserse. Trono da un lato con sopra scettro e corona. Ara nel mezzo accesa, con simulacro del Sole..
Artaserse ed Artabano con numeroso séguito e popolo.
- Artaserse
- A voi, popoli, io m’offro
- Non men padre che re. Siatemi voi
- Più figli che vassalli. Il vostro sangue,
- La gloria vostra, e quanto
- È di guerra o di pace acquisto o dono
- Vi serberò: voi mi serbate il trono;
- E faccia il nostro core
- Questo di fedeltà cambio e d’amore.
- Sarà del regno mio
- Soave il freno. Esecutor geloso
- Delle leggi io sarò. Perché sicuro
- Ne sia ciascun, solennemente il giuro. (una comparsa reca una sottocoppa con tazza)
- Artabano
- Ecco la sacra tazza. Il giuramento
- Abbia nodo più forte: (porge la tazza ad Artaserse)
- Compisci il rito. (E beverai la morte).
- Artaserse
- "Lucido Dio, per cui l’april fiorisce,
- Per cui tutto nel mondo e nasce e muore,
- Volgiti a me. Se il labbro mio mentisce,
- Piombi sopra il mio capo il tuo furore;
- Languisca il viver mio, come languisce
- Questa fiamma al cader del sacro umore; (versa sul fuoco parte del liquore)
- E si cangi, or che bevo, entro il mio seno
- La bevanda vital tutta in veleno". (in atto di bere)