Dolce dai calici

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Dolce dai calici
Traduzione di Achille Giulio Danesi (1886)
Antichità



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Dolce dai calici
     Forza discende,
     Che scalda l'animo,
     Che in core accende

Brama di Venere
     Commista a vino
     Di Dionisio[1]
     Dono divino.


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Aderge altissimo
     L'uomo il pensiero:
     Le città struggere
     Sogna il guerriero;

Re sembra d'essere
     A ognun di genti,
     D'oro e d'avorio
     Sono splendenti

Le case, portano
     Navigli in mare
     Il grano egizio:
     Dolce è sognare,

Secondo ch'agita
     Fervente in core
     Votando calici
     Il bevitore.


Note

  1. Bacco.
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