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Giacomo Canti
1833 D Sonetti letteratura Donna gentil che il nobil petto adorno Intestazione 23 settembre 2008 75% Sonetti
<dc:title>Donna gentil che il nobil petto adorno</dc:title> <dc:creator opt:role="aut">Giacomo Canti</dc:creator> <dc:date>1833</dc:date> <dc:subject>Sonetti</dc:subject> <dc:rights>CC BY-SA 3.0</dc:rights> <dc:rights>GFDL</dc:rights> <dc:relation></dc:relation> <dc:identifier>//it.wikisource.org/w/index.php?title=Donna_gentil_che_il_nobil_petto_adorno&oldid=1004929</dc:identifier> <dc:revisiondatestamp>20111125223847</dc:revisiondatestamp> //it.wikisource.org/w/index.php?title=Donna_gentil_che_il_nobil_petto_adorno&oldid=1004929 20111125223847
Donna gentil che il nobil petto adorno Giacomo Canti
1833
Donna gentil che il nobil petto adorno
1833
Donna gentil, che il nobil petto adorno
Albergo reso delle Muse avete,
Onde a più degni spirti invidia e scorno
Colle vostre bell'opre ognor movete:
5Poichè la Fama, che già vola intorno,
Dice il meno del Bel, che in voi chiudete;
Fate col vostro stil ch'il Mondo un giorno
Venga a saper da voi, quel che voi siete.
Vedrassi allora che i begli occhi vostri
10Degni son che ne' carmi ognun v'onore,
E famosa vi renda a' giorni nostri:
Ma chè? Lo spirto e'l vostro alto valore,
E 'l vivace intelletto e i puri inchiostri
Vi fan degna di gloria assai maggiore.