Già mai non mi conforto

Da Wikisource.


Noia 64 apps xedit.png
Già mai non mi conforto
XIII secolo

 
Già mai non mi conforto
nè mi voglio ralegrare.
Le navi son giute a porto
e [or] vogliono col[l]are.
Vassene lo più gente       5
in terra d'oltramare
ed io, lassa dolente,
como degio fare?
Vassene in altra contrata
e no lo mi manda a diri       10
ed io rimagno ingannata:
tanti sono li sospiri,
che mi fanno gran guerra
la notte co la dia,
nè 'n celo ned in terra       15
non mi par ch'io sia.
Santus, santus, [santus] Deo,
che 'n la Vergine venisti,
salva e guarda l'amor meo,
poi da me lo dipartisti.       20
Oit alta potestade
temuta e dot[t]ata,
la mia dolze amistade
ti sia acomandata!
La croce salva la gente       25
e me face disviare,
la croce mi fa dolente
e non mi val Dio pregare.
Oi croce pellegnina,
perchè m'ài sì distrutta?       30
Oimè, lassa tapina,
chi ardo e 'ncendo tut[t]a!
Lo 'mperadore con pace
tut[t]o l[o] mondo mantene
ed a me[ve] guerra face,       35
chè m'à tolta la mia spene.
Oit alta potestate
temuta e dottata
la mia dolze amistate
vi sia acomandata!       40
Quando la croce pigliao,
certo no lo mi pensai,
quelli che tanto m'amao
ed illu tanto amai,
chi [eo] ne fui bat[t]uta       45
e messa en pregionia
e in celata tenuta
per la vita mia!
Le navi sono collate
in bonor possano andare       50
con elle la mia amistate
e la gente che v'à andare!
[Oi] padre criatore,
a porto le conduci.
chè vanno a servidore       55
de la santa Cruci.
Però ti prego, Duccetto,
[tu] che sai la pena mia,
che me ne faci un sonetto
e mandilo in Soria.       60
Ch'io non posso abentare
[la] notte nè [la] dia:
in terra d'oltremare
sta la vita mia !

Strumenti personali