I Epistola di San Paolo a' Corinti (Diodati 1821)/10

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Capitolo 10

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Non tentiamo Iddio come fece Israele.

10  ORA, fratelli, io non voglio che ignoriate che i nostri padri furono tutti sotto la nuvola[1], e che tutti passarono per lo mare[2];

2  E che tutti furono battezzati in Mosè, nella nuvola, e nel mare;

3  E che tutti mangiarono il medesimo cibo spirituale[3];

4  E che tutti bevvero la medesima bevanda spirituale[4]; perciocchè bevevano della pietra spirituale, che li seguitava; or quella pietra era Cristo.

5  Ma Iddio non gradì la maggior parte di loro; perciocchè furono abbattuti nel deserto[5].

6  Or queste cose furon figure a noi; acciocchè noi non appetiamo cose malvage, siccome anch’essi le appetirono[6].

7  E che non diveniate idolatri, come alcuni di loro; secondo ch’egli è scritto: Il popolo si assettò per mangiare, e per bere, poi si levò per sollazzare[7].

8  E non fornichiamo, come alcuni di loro fornicarono[8], onde ne caddero in un giorno ventitremila.

9  E non tentiamo Cristo, come ancora alcuni di loro lo tentarono, onde perirono per li serpenti[9].

10  E non mormoriate, come ancora alcuni di loro mormorarono, onde perirono per lo distruttore[10].

11  Or tutte queste cose avvennero loroper servir di figure; e sono scritte per ammonizion di noi[11], ne’ quali si sono scontrati gli ultimi termini de’ secoli.

12  Perciò, chi si pensa star ritto, riguardi che non cada.

13  Tentazione non vi ha ancora colti, se non umana; or Iddio è fedele, il qual non lascerà che siate tentati sopra le vostre forze; ma con la tentazione darà l’uscita, acciocchè la possiate sostenere[12].

L'idolatria è il culto dei demoni.

14  Perciò, cari miei, fuggite dall’idolatria[13].

15  Io parlo come ad intendenti; giudicate voi ciò che io dico.

16  Il calice della benedizione, il qual noi benediciamo, non è egli la comunione del sangue di Cristo? il pane, che noi rompiamo, non è egli la comunione del corpo di Cristo?

17  Perciocchè vi è un medesimo pane, noi, benchè molti, siamo un medesimo corpo[14]; poichè partecipiamo tutti un medesimo pane.

18  Vedete l’Israele secondo la carne; non hanno coloro che mangiano i sacrificii comunione con l’altare?

19  Che dico io adunque? che l’idolo sia qualche cosa[15]? o che ciò che è sacrificato agl’idoli sia qualche cosa?

20  Anzi dico, che le cose che i Gentili sacrificano, le sacrificano a’ demoni, e non a Dio[16]; or io non voglio che voi abbiate comunione co’ demoni.

21  Voi non potete bere il calice del Signore, e il calice de’ demoni; voi non potete partecipar la mensa del Signore, e la mensa de’ demoni.

22  Vogliamo noi provocare il Signore a gelosia? siamo noi più forti di lui?

Libertà e carità.

23  Ogni cosa mi è lecita, ma non ogni cosa è utile; ogni cosa mi è lecita, ma non ogni cosa edifica[17].

24  Niuno cerchi il suo proprio, ma ciascuno cerchi ciò che è per altrui[18].

25  Mangiate di tutto ciò che si vende nel macello[19], senza farne scrupolo alcuno per la coscienza;

26  Perciocchè del Signore è la terra, e tutto ciò che ella contiene[20].

27  E se alcuno degl’infedeli vi chiama, e volete andarvi, mangiate di tutto ciò che vi è posto davanti, senza farne scrupolo alcuno per la coscienza.

28  Ma, se alcuno vi dice: Questo è delle cose sacrificate agl’idoli, non ne [p. 924]mangiate, per cagion di colui che ve l’ha significato, e per la coscienza[21].

29  Or io dico coscienza, non la tua propria, ma quella d’altrui; perciocchè, perchè sarebbe la mia libertà giudicata dalla coscienza altrui?

30  Che se per grazia io posso usar le vivande, perchè sarei biasimato per ciò di che io rendo grazie[22]?

31  Così adunque, o che mangiate, o che beviate, o che facciate alcun’altra cosa, fate tutte le cose alla gloria di Dio[23].

32  Siate senza dare intoppo nè a’ Giudei, nè a’ Greci, nè alla chiesa di Dio[24].

33  Siccome io ancora compiaccio a tutti in ogni cosa, non cercando la mia propria utilità, ma quella di molti, acciocchè sieno salvati[25].