Il Re Travicello

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Il Re Travicello
1841

 
 Al Re Travicello
piovuto ai ranocchi,
mi levo il cappello
       4e piego i ginocchi;

lo predico anch'io
cascato da Dio:
oh comodo, oh bello
       8un Re Travicello!

Calò nel suo regno
con molto fracasso;
le teste di legno
       12fan sempre del chiasso:

ma subito tacque,
e al sommo dell'acque
rimase un corbello
       16il Re Travicello.

Da tutto il pantano
veduto quel coso,
«È questo il Sovrano
       20così rumoroso?»

(s'udì gracidare).
«Per farsi fischiare
fa tanto bordello
       24un Re Travicello?

Un tronco piallato
avrà la corona?
O Giove ha sbagliato,
       28oppur ci minchiona:

sia dato lo sfratto
al Re mentecatto,
si mandi in appello
       32il Re Travicello».

Tacete, tacete;
lasciate il reame,
o bestie che siete,
       36a un Re di legname.

Non tira a pelare,
vi lascia cantare,
non apre macello
       40un Re Travicello.

Là là per la reggia
dal vento portato,
tentenna, galleggia,
       44e mai dello Stato

non pesca nel fondo:
che scienza di mondo!
che Re di cervello
       48è un Re Travicello!

Se a caso s'adopra
d'intingere il capo,
vedete? di sopra
       52lo porta daccapo

la sua leggerezza.
Chiamatelo Altezza,
ché torna a capello
       56a un Re Travicello.

Volete il serpente
che il sonno vi scuota?
Dormite contente
       60costì nella mota,

o bestie impotenti:
per chi non ha denti,
è fatto a pennello
       64un Re Travicello!

Un popolo pieno
di tante fortune,
può farne di meno
       68del senso comune.

Che popolo ammodo,
che Principe sodo,
che santo modello
       72un Re Travicello!

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