Il libro del Cortegiano/Libro secondo/Capitolo LIX

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Libro secondo
Capitolo LIX

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Ma dei motti ambigui sono molte sorti; però bisogna essere avvertito ed uccellar sottilissimamente alle parole, e fuggir quelle che fanno il motto freddo, o che paia che siano tirate per i capelli, o vero, secondo che avemo detto, che abbian troppo dello acerbo. Come ritrovandosi alcuni compagni in casa d’un loro amico, il quale era cieco da un occhio, e invitando quel cieco la compagnia a restar quivi a desinare, tutti si partirono eccetto uno; il qual disse: «Ed io vi restarò, perché veggo esserci vuoto il loco per uno»; e cosí col dito mostrò quella cassa d’occhio vuota. Vedete che questo è acerbo e discortese troppo, perché morse colui senza causa e senza esser stato esso prima punto, e disse quello che dir si poria contra tutti i ciechi; e tai cose universali non dilettano, perché pare che possano essere pensate. E di questa sorte fu quel detto ad un senza naso: «E dove appicchi tu gli occhiali?» o: «Con che fiuti tu l’anno le rose?»

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