Il libro del Cortegiano/Libro secondo/Capitolo LXXIX

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Libro secondo
Capitolo LXXIX

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Ridesi ancor d’alcune cose discrepanti; come disse uno l’altro giorno a messer Antonio Rizzo d’un certo Forlivese: «Pensate s’è pazzo, che ha nome Bartolomeo». Ed un altro: «Tu cerchi un maestro Stalla, e non hai cavalli»; ed, «A costui non manca però altro che la robba e ’l cervello». E d’alcun’altre che paion consentanee; come, a questi dí, essendo stato suspizione che uno amico nostro avesse fatto fare una renunzia falsa d’un beneficio, essendo poi malato un altro prete, disse Antonio Torello a quel tale: «Che stai tu a far, che non mandi per quel tuo notaro, e vedi di carpir quest’altro beneficio?» Medesimamente d’alcune che non sono consentanee; come l’altro giorno avendo il Papa mandato per messer Giovan Luca da Pontremolo e per messer Domenico dalla Porta, i quali, come sapete, son tutti dui gobbi, e fattogli Auditori, dicendo voler indrizzare la Rota, disse messer Latin Iuvenale: «Nostro Signore s’inganna, volendo con dui torti indrizzar la Rota».

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