Il libro del Cortegiano/Libro secondo/Capitolo LXXXI

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Libro secondo
Capitolo LXXXI

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Spesso si dice ancor una parola, nella quale è una nascosta significazione lontana da quello che par che dir si voglia. Come il signor Prefetto qui, sentendo ragionare d’un capitano, il quale in vero a’ suoi dí il piú delle volte ha perduto, e allor pur per avventura avea vinto; e dicendo colui che ragionava, che nella entrata che egli avea fatta in quella terra s’era vestito un bellissimo saio di velluto cremosí il qual portava sempre dopo le vittorie, disse il signor Prefetto: «Dee esser novo». Non meno induce il riso, quando talor si risponde a quello che non ha detto colui con cui si parla, o ver si mostra creder che abbia fatto quello che non ha fatto, e dovea fare. Come Andrea Coscia, essendo andato a visitare un gentilomo, il quale discortesemente lo lasciava stare in piedi, ed esso sedea, disse: «Poiché vostra Signoria me lo commanda, per obedire io sederò»; e cosí si pose a sedere.

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