Il libro del Cortegiano/Libro secondo/Capitolo XC

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Libro secondo
Capitolo XC

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Allora il signor Gasparo, - Per certo, - disse, - messer Bernardo, voi sète pur troppo parziale a queste donne. E per ché volete voi che piú rispetto abbiano gli omini alle donne, che le donne agli omini? Non dee a noi forse esser tanto caro l’onor nostro, quanto ad esse il loro? A voi pare adunque che le donne debban pungere e con parole e con beffe gli omini in ogni cosa senza riservo alcuno, e gli omini se ne stiano muti e le ringrazino da vantaggio? - Rispose allor messer Bernardo: - Non dico io che le donne non debbano aver nelle facezie e nelle burle quei respetti agli omini che avemo già detti; dico ben che esse possono con piú licenzia morder gli omini di poca onestà, che non possono gli omini mordere esse; e questo perché noi stessi avemo fatta una legge, che in noi non sia vicio né mancamento né infamia alcuna la vita dissoluta e nelle donne sia tanto estremo obbrobrio e vergogna, che quella di chi una volta si parla male, o falsa o vera che sia la calunnia che se le dà, sia per sempre vituperata. Però essendo il parlar dell’onestà delle donne tanto pericolosa cosa d’offenderle gravemente, dico che dovemo morderle in altro ed astenerci da questo; perché pungendo la facezia o la burla troppo acerbamente, esce del termine che già avemo detto convenirsi a gentilomo -.

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