Il libro del Cortegiano/Libro terzo/Capitolo LXXIII
Capitolo LXXIII
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Allor il Magnifico, - Secondo me, - disse, - per tener l’amor secreto bisogna fuggir le cause che lo publicano, le quali sono molte, ma una principale, che è il voler esser troppo secreto e non fidarsi di persona alcuna, perché ogni amante desidera far conoscer le sue passioni alla amata, ed essendo solo è sforzato a far molte piú dimostrazioni e piú efficaci, che se da qualche amorevole e fidele amico fosse aiutato; perché le dimostrazioni che lo amante istesso fa dànno molto maggior suspetto, che quelle che fa per internunci; e perché gli animi umani sono naturalmente curiosi di sapere, súbito che uno alieno comincia a sospettare, mette tanta diligenzia, che conosce il vero, e conosciutolo non ha rispetto di publicarlo, anzi talor gli piace; il che non interviene dell’amico il qual, oltre che aiuti di favore e di consiglio, spesso rimedia a quegli errori che fa il cieco innamorato, e sempre procura la secretezza e provede a molte cose alle quali esso proveder non po; oltre che grandissimo refrigerio si sente dicendo le passioni e sfocandole con amico cordiale, e medesimamente accresce molto i piaceri il poter comunicargli.