Il libro del Cortegiano/Libro terzo/Capitolo XLI

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Libro terzo
Capitolo XLI

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Ma io non voglio dir piú avanti e bastami che mi consentiate che le donne si astengano piú dalla vita impudica che gli omini; e certo è che d’altro freno non sono ritenute, che da quello che esse stesse si mettono; e che sia vero, la piú parte di quelle che son custodite con troppa stretta guardia, o battute dai mariti o padri, sono men pudiche che quelle che hanno qualche libertà. Ma gran freno è generalmente alle donne l’amor della vera virtú e ’l desiderio d’onore, del qual molte, che io a’ miei dí ho conosciute, fanno piú stima che della vita propria; e se volete dir il vero, ognun di noi ha veduto giovani nobilissimi, discreti, savi, valenti e belli, aver dispensato molt’anni amando, senza lassare adrieto cosa alcuna di sollicitudine, di doni, di preghi, di lacrime, in somma di ciò che imaginar si po; e tutto in vano. E se a me non si potesse dire che le qualità mie non meritarono mai ch’io fossi amato, allegherei il testimonio di me stesso, che piú d’una volta per la immutabile e troppo severa onestà d’una donna fui vicino alla morte -. Rispose il signor Gasparo: - Non vi maravigliate di questo, perché le donne che son pregate sempre negano di compiacer chi le prega e quelle che non son pregate pregano altrui -.

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