Il libro del Cortegiano/Libro terzo/Capitolo XXXVIII

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Libro terzo
Capitolo XXXVIII

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Allora il Magnifico, - Questi, - rispose, - veramente sono belli argumenti che voi fate e non so Perché non gli mettiate in scritto. Ma ditemi per qual causa non s’è ordinato che negli omini cosí sia vituperosa cosa la vita dissoluta come nelle donne, atteso che se essi sono da natura piú virtuosi e di maggior valore, piú facilmente ancora poriano mantenersi in questa virtú della continenzia e i figlioli né piú né meno saríano certi; ché se ben le donne fossero lascive, purché gli omini fossero continenti e non consentissero alla lascivia delle donne, esse da sé a sé e senza altro aiuto già non porian generare. Ma se volete dir il vero, voi ancor conoscete che noi di nostra autorità ci avemo vendicato una licenzia, per la quale volemo che i medesimi peccati in noi siano leggerissimi e talor meritino laude, e nelle donne non possano a bastanza esser castigati se non con una vituperosa morte, o almen perpetua infamia. Però, poiché questa opinion è invalsa, parmi che conveniente cosa sia castigar ancor acerbamente quelli che con bugie dànno infamia alle donne; ed estimo ch’ogni nobil cavaliero sia obligato a diffender sempre con l’arme, dove bisogna, la verità, e massimamente quando conosce qualche donna esser falsamente calunniata di poca onestà -.

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