Inno dei malfattori

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Inno dei malfattori
Conosciuta anche con il titolo: Canto dei malfattori
Parole di: Attilio Panizza
Musica di: Anonimo
1892

       1Ai gridi ed ai lamenti
di noi, plebe tradita,
la lega dei potenti
si scosse impaurita
e prenci e magistrati
gridaron coi signori
che siam degli arrabbiati,
dei rudi malfattori.

       2 Deh t’affretta a sorgere,
o sol dell’avvenir,
vivere vogliam liberi,
non vogliam più servir.


       3Folli non siam né tristi,
né bruti, né birbanti,
ma siam degli anarchisti
pel bene militanti;
al giusto, al ver mirando,
strugger cerchiam gli errori;
perciò ci han messo al bando
col dirci malfattori.

       4 Deh t’affretta a sorgere,
o sol dell’avvenir,
vivere vogliam liberi,
non vogliam più servir.


       5Noi del lavor siam figli
e col lavor concordi,
sfuggir vogliam gli artigli
dei vil padroni ingordi,
che il pane han trafugato
a noi lavoratori
e poscia han proclamato
che siam dei malfattori.

       6 Deh t’affretta a sorgere,
o sol dell’avvenir,
vivere vogliam liberi,
non vogliam più servir.


       7Natura, comun madre
a niun nega i suoi frutti
e caste ingorde e ladre
ruban quel ch'è di tutti.
che in comun si viva,
si goda e si lavori:
tal è l’aspettativa
che abbiam noi malfattori.

       8Deh t’affretta a sorgere,
o sol dell’avvenir,
vivere vogliam liberi,
non vogliam più servir.


       9Chi sparge l’impostura,
avvolto in nera veste,
chi nega la natura
sfuggiam come la peste;
sprezziam gli dei del cielo
e i falsi loro cultori,
del ver squarciamo il velo,
perciò siam malfattori.

       10 Deh t’affretta a sorgere,
o sol dell’avvenir,
vivere vogliam liberi,
non vogliam più servir.


       11Amor ritiene uniti
gli affetti naturali
e non domanda riti
né lacci coniugali;
noi dai profan mercati
distor vogliam gli amori
e sindaci e curati
ci chiaman malfattori.

       12 Deh t’affretta a sorgere,
o sol dell’avvenir,
vivere vogliam liberi,
non vogliam più servir.


       13Divise hanno con frodi
città, popoli e terre:
da ciò gli ingiusti odi
che generan le guerre;
noi che seguendo il vero
gridiamo a tutti i cori
che patria è il mondo intero,
ci chiaman malfattori.

       14 Deh t’affretta a sorgere,
o sol dell’avvenir,
vivere vogliam liberi,
non vogliam più servir.


       15Leggi dannose e grame,
di frode alti stromenti,
secondan sol le brame
dei ricchi prepotenti,
dan pene a chi lavora
onor a' sfruttatori,
conferman poscia ancora
che sia dei malfattori.

       16 Deh t’affretta a sorgere,
o sol dell’avvenir,
vivere vogliam liberi,
non vogliam più servir.


       17La chiesa e lo stato,
l’ingorda borghesia,
contendono al creato
di libertà la via;
ma presto i dì verranno
che papa, re e signori
coi birri loro cadranno
per man dei malfattori.

       18Allor vedremo sorgere
il sol dell’avvenir,
in pace potrem vivere,
in libertà gioir.
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