Inno di Garibaldi
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- ALL'ARMI! ALL'ARMI!
1Si scopron le tombe, si levano i morti,
I martiri nostri son tutti risorti,
Le spade nel pugno, gli allori alle chiome,
La fiamma ed il nome d'Italia sul cor.
Corriamo! Corriamo! su O giovani schiere,
Su al vento per tutto nostre bandiere
Su tutti col ferro, su tutti col fuoco,
Su tutti col fuoco d'Italia nel cor.
- Va' fuori d'Italia! va' fuori ch'è l'ora!
- Va' fuori d'Italia! va' fuori, stranier!
2La terra dei fiori, dei suoni, dei carmi,
Ritorni qual'era la terra dell'armi;
Di cento catene ci avvinser la mano,
Ma ancor di Legnano sa i ferri brandir.
Bastone Tedesco l'Italia non doma;
Non crescon al gioco le stirpe di Roma:
Più Italia non vuole stranieri e tiranni,
Già troppo son gli anni che dura il servir.
- Va' fuori d'Italia! va' fuori ch'è l'ora!
- Va' fuori d'Italia! va' fuori, stranier!
3Le case d'Italia son fatte per noi,
E là sul Danubio le case de' tuoi;
Tu i campi ci guasti; tu il pane c'involi;
I nostri figliuoli per noi li vogliam.
Son l'Alpi e i due mari d'Italia i confini,
Col carro di fuoco rompiam gli Appennini,
Distrutto ogni sogno di vecchia frontiera
La nostra bandiera per tutto innalziam.
- Va' fuori d'Italia! va' fuori ch'è l'ora!
- Va' fuori d'Italia! va' fuori, stranier!
4Sien mute le lingue, sien pronte le braccia,
Soltanto al nemico volgiamo la faccia.
E tosto oltre i monti n'andrà lo straniero,
Se tutto un pensiero l'Italia sarà.
Non basta il trionfo di barbare spoglie,
Si chiudan ai ladri d'Italia le soglie;
Le genti d'Italia son tutte una sola,
Son tutte una sola le cento Città.
- Va' fuori d'Italia! va' fuori ch'è l'ora!
- Va' fuori d'Italia! va' fuori, stranier!
Note
L'inno fu eseguito per la prima volta il 31 dicembre 1858.