Introduzione ad una teoria geometrica delle curve piane (Cremona)/Generazione delle linee piane
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46. Abbiamo già detto altrove (41) chiamarsi fascio d'ordine
il sistema delle curve d'ordine
, in numero infinito, che passano per gli stessi
punti: cioè un fascio è una forma geometrica, ogni elemento della quale è una curva d'ordine
passante per
punti dati, epperò anche per altri
punti fissi.
Ogni curva del fascio è completamente individuata da un punto preso ad arbitrio, pel quale essa debba passare. Se questo punto si prende in una retta passante per un punto della base ed infinitamente vicino a questo punto la curva sarà individuata dalla sua tangente nel punto della base. Cioè, se per un punto della base del fascio si conduce una retta ad arbitrio, vi è una curva del fascio (ed una sola) che tocca quella retta in quel punto. Od anche: se consideriamo la stella formata da tutte le rette passanti pel punto-base, e assumiamo come corrispondenti una curva qualunque del fascio ed il raggio della stella che tocca la curva nel punto-base, potremo dire che ad ogni curva del fascio corrisponde un raggio della stella, e reciprocamente ad ogni raggio della stella corrisponde una curva del fascio: cioè la stella ed il fascio di curve sono due forme geometriche projettive.
Considerando due punti-base e le stelle di cui essi sono i centri, e riguardando come corrispondenti il raggio dell'una ed il raggio dell'altra stella, che toccano una stessa curva del fascio ne' punti-base, è manifesto che le due stelle sono projettive. Dunque le stelle, i cui centri sono gli
punti-base, sono tutte projettive fra loro ed al fascio di curve.
Ciò premesso, per rapporto anarmonico di quattro curve d'un fascio intenderemo il rapporto anarmonico de' quattro corrispondenti raggi di una stella projettiva al fascio.
47. Se due punti-base sono infinitamente vicini, cioè se le curve del fascio si toccano fra loro in un punto
e sia
la tangente comune, tutte quelle curve avranno in
due punti consecutivi comuni colla retta
. Quindi, fra le curve medesime, se ne potrà determinare una che passi per un terzo punto successivo di
, cioè che abbia in
un contatto tripunto con
. E condotta per
una retta
ad arbitrio, si potrà anche determinare una curva del fascio che passi pel punto di
successivo ad
; la qual curva avrà per conseguenza due punti coincidenti in
, in comune con qualunque altra retta passante per
(31). Dunque: fra tutte le curve di un fascio, che si tocchino in un punto
, ve n'ha una per la quale
è un flesso e ve n'ha un'altra per la quale
è un punto doppio. 48. Può accadere che un punto-base
sia un punto doppio per tutte le curve del fascio: nel qual caso, quel punto equivale a quattro intersezioni di due qualunque delle curve del fascio (32), epperò i rimanenti punti-base saranno
. Allora è manifesto che le coppie di tangenti alle singole curve nel loro punto doppio comune formano un'involuzione quadratica: questa ha due raggi doppi, epperò vi sono due curve nel fascio, per le quali
è una cuspide.
Se tutte le curve del fascio hanno, nel punto doppio
, una tangente comune, qualunque retta condotta per
e considerata come seconda tangente determina una curva del fascio. Dunque, in questo caso, vi sarà una sola curva per la quale
sia una cuspide.
Se tutte le curve del fascio hanno, nel punto doppio
, entrambe le tangenti
,
comuni, potremo determinare una di quelle curve per modo che una retta passante per
e diversa da
,
, abbia ivi colla curva tre punti comuni. Dunque (31), nel caso che si considera, vi è una curva nel fascio, per la quale
è un punto triplo. Ciò vale anche quando le rette
,
coincidano, cioè tutte le curve del fascio abbiano in
una cuspide, colla tangente comune.
Analogamente: se
è un punto (
)plo per tutte le curve del fascio, e se queste hanno ivi le
tangenti comuni, v'ha una curva del fascio, per la quale
è un punto multiplo secondo
.
49. Se le curve d'ordine
, di un dato fascio, sono segate da una trasversale arbitraria, le intersezioni di questa con ciascuna curva formano un gruppo di
punti; e gli infiniti gruppi analoghi, determinati dalle infinite curve del fascio, costituiscono un'involuzione di grado
.[1] Infatti, per un punto qualunque
della trasversale passa una sola curva del fascio, la quale incontra la trasversale medesima negli altri
punti del gruppo a cui appartiene
. Ciascun gruppo è dunque determinato da uno qualunque de' suoi punti: ciò che costituisce precisamente il carattere dell' involuzione (21). [56]
L'involuzione di cui si tratta ha
punti doppi (22); dunque:
Fra le curve d'ordine
, d'un fascio, ve ne sono
che toccano una retta data.
È evidente che un fascio d'ordine
e l'involuzione di grado
, ch'esso determina sopra una data retta, sono due forme geometriche projettive: cioè il rapporto anarmonico di quattro curve del fascio ed il rapporto anarmonico de' quattro gruppi di punti, in cui esse secano la retta data, sono eguali. Due fasci di curve si diranno projettivi quando siano rispettivamente projettivi a due stelle projettive fra loro; ossia quando le curve de’ due fasci si corrispondano fra loro ad una ad una. Evidentemente i rapporti anarmonici di quattro curve dell’un fascio e delle quattro corrispondenti curve dell’ altro sono eguali. E le involuzioni, che due fasci projettivi determinano su di una stessa trasversale o su di due trasversali distinte, sono projettive.
50. Siano dati due fasci projettivi, l’uno d’ordine
, l’altro d’ordine
; di qual ordine è il luogo delle intersezioni di due curve corrispondenti? Con una trasversale arbitraria sego entrambi i fasci: ottengo così due involuzioni projettive, l’una di grado
, l’altra di grado
. Queste involuzioni hanno
punti comuni (24, b); cioè, nella trasversale vi sono
punti, per ciascuno de’ quali passano due curve corrispondenti de’ due fasci, epperò
punti del luogo richiesto. Questo luogo è dunque una curva
d’ordine
.[2] Essa passa per tutt’i punti-base de’ due fasci, poiché uno qualunque di questi punti giace su tutte le curve di un fascio e sopra una curva dell’ altro.[3]
(a) La curva risultante dell’ ordine
può talvolta decomporsi in linee d’ ordine inferiore. Ciò avviene, per esempio, quando le curve corrispondenti de' due fasci dati si incontrano costantemente sopra una curva d'ordine
. Allora gli altri punti d'intersezione sono situati in una seconda curva dell' ordine
, che insieme colla precedente costituisce il luogo completo d'ordine
, generato dai due fasci.
(b) Questa decomposizione avviene anche quando i due fasci projettivi, supposti dello stesso ordine
, abbiano una curva comune e questa corrisponda a sè medesima. Allora ogni punto di questa curva può risguardarsi come comune a due curve corrispondenti; quindi il luogo delle intersezioni delle curve corrispondenti ne' due fasci sarà, in questo caso, una curva dell' ordine
.
A questa proprietà si può dare anche il seguente enunciato, nel quale tutte le curve nominate s'intendano dell'ordine
:
Se una curva
passa pei punti comuni a due curve
,
e pei punti comuni a due altre curve
,
, anche i punti comuni alle curve
,
insieme coi punti comuni alle
,
, giaceranno tutti in una stessa curva
. 51. Segando, come dianzi, i due fasci dati con una trasversale
, si ottengono due involuzioni projettive, e gli
punti comuni ad esse sono le intersezioni di
colla curva
generata dalle intersezioni delle curve corrispondenti ne' due fasci. Supponiamo ora che nella retta
vi sia un tal punto
, nel quale coincidano
intersezioni di tutte le curve del primo fascio ed
intersezioni di tutte quelle del secondo con
: ma una certa curva
del primo fascio abbia
punti comuni con
riuniti in
, e questo punto rappresenti anche
intersezioni di
colla curva
del secondo fascio, corrispondente a
. In virtù di proposizioni già esposte (24, c, d), in
coincideranno
od
(secondo che
od
[57]) punti comuni alla retta
ed alla curva
.
Questo teorema generale dà luogo a numerosi corollari; qui ci limitiamo ad esporre quelli, di cui avremo bisogno in seguito.
(a) Sia
un punto-base del primo fascio;
la curva del secondo, che passa per
;
la corrispondente curva del primo fascio, ed
la tangente a
in
. Applicando a questa retta il teorema generale, col porre
,
,
,
, troviamo che essa è anche la tangente a
in
.
(b) Le curve del primo fascio passino per
ed ivi abbiano una tangente comune; allora fra esse ve n'ha una
, che ha un punto doppio in
(47). Se la corrispondente curva
del secondo fascio passa per
, il teorema generale applicato ad una retta qualunque condotta per
(
,
,
,
) mostra ch'essa incontra
in due punti riuniti in
; cioè questo punto è doppio per
. [58]
(c) Nella ipotesi (b), se
ha in
un punto multiplo e si applica il teorema generale ad una delle due tangenti in
a
(
,
,
,
), troviamo che questa retta ha tre punti comuni con
, riuniti in
; dunque questa curva ha in comune con
non solo il punto doppio
, ma anche le relative tangenti.
(d) Fatta ancora l'ipotesi (b), se
, tangente comune alle curve del primo fascio in
, è anche una delle tangenti ai due rami di
(
,
,
,
), essa sarà tangente ad uno de' due rami di
.
(e) E se, oltre a ciò, la seconda tangente di
in
tocca ivi anche
, applicando a questa retta il teorema generale (
,
,
,
), troviamo ch' essa è la tangente del secondo ramo di
. Donde segue che, se
ha in
le due tangenti coincidenti colla retta
, tangente comune alle curve del primo fascio, e se questa retta tocca nel medesimo punto anche
, la curva
avrà in
una cuspide colla tangente
.
(f) Due curve corrispondenti
,
passino uno stesso numero
di volte per un punto
. Se
è una retta condotta ad arbitrio per
, si ricava dal teorema generale (
,
) che in
coincidono
intersezioni di
con
, cioè
è un punto multiplo secondo
per la curva
. (g) Se
passa
volte e
un maggior numero
di volte per
, questo punto è ancora multiplo secondo
per
. Inoltre, se si considera una delle tangenti di
in
, il teorema generale (
,
,
) dà
intersezioni di questa retta con
riunite in
. Dunque le tangenti agli
rami di
toccano anche gli
rami di
.
Nello stesso modo si potrebbe dimostrare anche quanto è esposto nel n.° seguente.
52. Supponiamo ora che le basi de' due fasci abbiano un punto comune
, il quale sia multiplo secondo
per le curve del primo fascio e multiplo secondo
per le curve del secondo. Ogni curva del primo fascio ha in
un gruppo di
tangenti: gli analoghi gruppi corrispondenti alle varie curve del fascio medesimo formano un'involuzione di grado
. Similmente avremo un'involuzione di grado
formata dalle tangenti in
alle curve del secondo fascio. Le due involuzioni hanno
raggi comuni (24, b), ciascuno de' quali toccando in
due curve corrispondenti de' due fasci, tocca ivi anche la curva
. Laonde questa curva ha
rami passanti per
, e le tangenti a questi rami sono i raggi comuni alle due involuzioni.
(a) Da ciò segue che, se tutte le curve d'uno stesso fascio hanno alcuna tangente comune in
, questa è anche una tangente di
. Supposto che tutte le
tangenti in
siano comuni alle curve del primo fascio, epperò siano tangenti anche alla curva d'ordine
, le rimanenti
tangenti di questa sono evidentemente le
tangenti di quella curva
del secondo fascio, che corrisponde alla curva
del primo fascio, dotata di un punto multiplo secondo
in
(48) [4].
53. L'importante teorema (50) conduce naturalmente a porre questa questione: Dati quanti punti sono necessari per determinare una curva dell'ordine
, formare due fasci projettivi, l'uno dell'ordine
, l'altro dell'ordine
, i quali, colle mutue intersezioni delle curve corrispondenti, generino la curva richiesta.
Ove questo problema sia risoluto, ne conseguirà immediatamente che ogni curva data d'ordine
può essere generata dalle mutue intersezioni delle curve corrispondenti di due fasci projettivi degli ordini
ed
. [59]
La soluzione di quel problema fondamentale dipende da alcuni teoremi dovuti ai signori Chasles e Jonquières, che ora ci proponiamo di esporre. I quali teoremi però risguardano soltanto le curve d'ordine
, poiché, per quelle del second'ordine, basta la proposizione dimostrata al n. 50, come si vedrà fra poco (59). Ci sia dunque lecito supporre
non minore di 3.
54. Sopra una curva
d'ordine
si suppongano presi
punti formanti la base d'un fascio d'ordine
, e ritengasi in primo luogo
. Siano
,
due curve di questo fascio. Siccome delle
intersezioni delle curve
,
ve ne sono
situate in
, così (44) le altre
saranno sopra una curva
d'ordine
, la quale è determinata [60], perchè, essendo
, si ha
, epperò
[5]. Analogamente: siccome delle
intersezioni di
,
ve ne sono
sopra
, così le altre
saranno in una curva
d'ordine
.
I due luoghi d'ordine
,
e
si segano in
punti, de' quali
sono situati in
. Quindi, siccome
[6], così (41) anche le altre
intersezioni di que' due luoghi, ossia gli
punti comuni a
,
, giacciono in
e formano la base d'un fascio d'ordine
. Così abbiamo sopra
due sistemi di punti: l'uno di
punti, base d'un fascio d'ordine
; l'altro di
punti, base d'un secondo fascio d'ordine
. Ogni curva
del primo fascio sega
in altri
punti, che determinano una curva
del secondo fascio; e viceversa, questa curva determina la prima. Dunque i due fasci sono projettivi e le intersezioni delle curve corrispondenti
,
sono tutte situate sopra
.
(a) In secondo luogo, si supponga
. Ogni curva
, condotta per gli
punti di
, sega questa curva in altri
punti, i quali, in questo caso, non sono indipendenti fra loro, perchè ogni curva d'ordine
condotta per
di questi punti passa anche per tutti gli altri (41, 42). Dunque, assumendo ad arbitrio altri

punti, tutti questi
punti giaceranno in una curva
d'ordine
. Quei punti addizionali siano presi sulla curva data
.
, del fascio d'ordine
, sega
in
punti (oltre gli
punti-base) e questi insieme agli
punti addizionali suddetti determineranno una curva
d'ordine
.
I due luoghi d'ordine
,
e
hanno in comune
punti, de' quali
sono in
. Ma questo numero è eguale a
epperò
; dunque (41) le rimanenti
intersezioni di
,
sono anch'esse in
, ed insieme ai punti addizionali costituiscono la base d'un fascio d'ordine
. Così, anche in questo caso, abbiamo in
due sistemi di punti, costituenti le basi di due fasci, degli ordini
,
. I due fasci sono projettivi, perchè ogni curva dell' uno determina una curva dell' altro e reciprocamente. Inoltre le curve corrispondenti si segano costantemente in punti appartenenti alla data
. [7]
(b) Questo teorema mostra in qual modo, data una curva d'ordine
ed in essa i punti-base d'un fascio d'ordine
, si possano determinare i punti-base d'un secondo fascio d'ordine
, projettivo al primo, talmente che i due fasci, colle intersezioni delle curve corrispondenti, generino la curva data. Rimane a scoprire come si determinino, sopra una curva data d'ordine
, gli
punti-base d'un fascio di curve d'ordine
.
55. In primo luogo osserviamo che dal teorema di Cayley (44) si ricava:
Se una curva d'ordine
contiene
intersezioni di due curve d'ordine
, essa contiene anche tutte le altre. Ossia:
Quando
punti-base d'un fascio d'ordine
giacciono in una curva, d'ordine
, questa contiene anche tutti gli altri.
Il qual teorema suppone manifestamente
ossia
. Sia dunque
e supponiamo che sopra una data curva d'ordine
si vogliano prendere
punti costituenti la base d'un fascio d'ordine
. Affinchè la curva data contenga gli
punti-base, basta che ne contenga
, cioè devono essere sodisfatte altrettante condizioni.
Ora, astraendo dalla curva data, gli
punti-base sono determinati da
fra essi, e siccome per determinare un punto sono necessarie due condizioni, così per determinare tutta la base del fascio abbisognerebbero
condizioni. Ma volendo soltanto che i punti-base siano nella curva data, non si hanno da sodisfare che
condizioni; quindi rimarranno

condizioni libere cioè d'altrettanti elementi si può disporre ad arbitrio. Siccome un punto che debba giacere sopra una data curva è determinato da una sola condizione, così potremo prendere, ad arbitrio, nella curva data
punti, per formare la base del fascio d'ordine
.
Nell'altro caso poi, in cui sia
, perchè gli
punti-base siano nella curva data, occorrono
condizioni; quindi, ragionando come dianzi, rimarranno
condizioni libere. Dunque:
Quando in una curva data d'ordine
si vogliono determinare
punti costituenti la base d'un fascio d'ordine
, si possono prendere ad arbitrio nella curva
, ovvero
punti, secondo che sia
, ovvero
.[8] [61]
Dai due teoremi ora dimostrati (54, 55) risulta che una curva qualunque d'ordine
, può essere generata, in infinite maniere diverse, mediante due fasci projettivi, i cui ordini
,
diano una somma
.
56. Trovato così il numero de' punti che si possono prendere ad arbitrio sopra una data curva d'ordine
, per costituire la base d'un fascio d'ordine
, rimane determinato anche il numero de' punti che non sono arbitrari, ma che è d'uopo individuare, per rendere complete le basi de' due fasci generatori. Ed invero: se il numero
è diviso in due parti
,
, queste o saranno disuguali, o uguali. Siano dapprima disuguali, ed
la maggiore.
Se
, il numero de punti arbitrari e
. Ma le basi de' due fasci sono rispettivamente determinate da
e da
punti; dunque il numero de' punti incogniti è
.
Se
, ovvero
, il numero de' punti arbitrari è
, quindi i punti incogniti saranno
.
Quando
ed
siano uguali, il numero de' punti arbitrari, che si possono prendere nel formare la base del primo fascio, è
; ma, determinata questa base, si può ancora prendere un punto (addizionale) ad arbitrio nel formare la base del secondo fascio: come risulta dal n. 54, nel quale il numero de' punti addizionali arbitrari
per
diviene appunto
. Dunque il numero de' punti incogniti è
.
Allo stesso risultato si arriva anche partendo da quello de' due numeri
,
che si suppone minore. Sia
. Allora, nel formare la base del fascio d'ordine
si ponno prendere
punti arbitrari; fissata questa base, si possono ancora prendere
arbitrari nella base del secondo fascio; quindi i punti incogniti nelle due basi sono in numero

.
Concludiamo adunque che, nel formare le basi de' due fasci d'ordini
,
, generatori d'una curva d'ordine
, v'ha sempre un numero
di punti che non sono arbitrari, ma che bisogna determinare mediante gli elementi che individuano la curva.
57. Siano dati
punti, pei quali si vuol far passare una curva d'ordine
: cioè si vogliano determinare due fasci d'ordini
,
, projettivi, in modo che il luogo delle intersezioni delle curve corrispondenti sia la curva d'ordine
determinata dai punti dati.
Siccome fra gli
punti, che individuano le basi de' due fasci, ve ne sono
che non si ponno prendere ad arbitrio, così non si potranno far entrare nelle due basi che
punti, scelti ad arbitrio fra i dati. Di questi rimangono così
liberi. Affinchè la curva richiesta passi anche per essi, le curve del primo fascio condotte rispettivamente per quei
punti dovranno corrispondere projettivamente alle curve del secondo fascio condotte per gli stessi punti. E siccome nello stabilire la projettività di due forme si possono assumere ad arbitrio tre coppie di elementi corrispondenti (8), dopo di che, ad ogni quarto elemento della prima forma corrisponde un quarto elemento della seconda, determinato dall'eguaglianza de' rapporti anarmonici; così la corrispondenza projettiva di quelle
coppie di curve somministrerà
condizioni: il qual numero è appunto necessario e sufficiente per determinare gli
punti incogniti [9].
58. Il problema suenunciato (53) ammette differenti soluzioni, non solo a cagione della molteplice divisibilità del numero esprimente l'ordine della curva domandata in due parti
,
, ma anche pei diversi modi con cui si potranno distribuire fra le basi de' due fasci generatori i punti che si assumono ad arbitrio (e quindi anche i punti incogniti).
Da ciò che si è detto al n. 56 risulta che:
Quando voglionsi formare sopra una curva d'ordine
le basi di due fasci generatori d'ordini
,
, se
,
sono disuguali, si potranno attribuire al solo fascio d'ordine superiore tutt'i punti che è lecito assumere ad arbitrio; e se
, si possono attribuire ad uno de' fasci, al più, tutt'i punti arbitrari meno uno [10].
Note
- ↑ L'importante teorema sull' involuzione dei gruppi di punti in cui una trasversale incontra più curve d'un fascio è stato enunciato in tutta la sua generalità da Poncelet (Comptes rendus, 8 mai 1843, p. 953). Sturm aveva dimostrato quel teorema per le coniche: Mémoire sur les lignes du second ordine (Annales de Gergonne, t. 17, Nismes 1826-27, p. 180).
- ↑ Per questo metodo di determinare l’ordine di un luogo geometrico veggasi: Poncelet, Analyse des transversales, p. 29.
- ↑ <Grassmann, Die höhere Projectivität in der Ebene (Crelle t. 42, 1851, p. 202).>
Chasles, Construction de la courbe du 3. ordre etc. Comptes rendus, 30 mai 1853). — Sur les courbes du 4. et du 3. ordre etc. (Comptes rendus, 16 août 1853).
Jonquières, Essai sur la génération des courbes etc. Paris 1858, p. 6. - ↑ <Se in entrambi i fascile curve (d'uno stesso fascio) hanno le stesse tangenti in
, e se inoltre si corrispondono fra loro le due curve per le quali
è risp.
plo,
plo, in tal caso
è multiplo secondo
per la curva
. Le tangenti di questa in
sono allora i raggi uniti di due involuzioni projettive, di gradi
,
, nelle quali si corrispondono le tangenti alle due curve per le quali
è
plo,
plo, e si corrispondono pure i due gruppi di tangenti comuni ai quali sia aggiunta una retta arbitraria, e questa poi venga tolta dai raggi uniti.> - ↑ Per
,
, si ha
; in ogni altro caso è
. - ↑ Se
,
, si ha
. Per
si ha
. - ↑ Chasles, Deux théorèmes généraux sur les courbes et les surfaces géométriques de tous les ordres (Comptes rendus, 28 décembre 1857).
- ↑ Chasles, Détermination du nombre de points qu'on peut prendre etc. (Comptes rendus, 21 septembre 1857).
- ↑ Jonquières, Essai sur la génération des courbes etc. p. 13-14.
- ↑ Chasles, Détermination du nombre de points etc. c. s.
plo,
plo, in tal caso
per la curva
, nelle quali si corrispondono le tangenti alle due curve per le quali
,
, si ha
; in ogni altro caso è
.
. Per
si ha
.