Favole (Fedro)/Libro secondo/III - L'Uomo, e il Cane

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Libro secondo: III - L'Uomo, e il Cane
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Un Uomo a can rabbioso, onde fu morso,
Pane gittò ne la ferita intinto,
Che remedio opportuno essere udìo.
Dove sien molti Can' (soggiugne Esopo)
Guardati di nol far, perchè altrimente,
Ove tale mercè sia de la colpa,
Rimarem tutti de' lor denti in presa.
        * Malvagio oprar se lieto fine ottenga,
I pravi esempj ad imitar ne invita.

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