L'educazione (Alfieri)

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L'educazione
XVIII secolo

 

Signor Maestro, siete voi da Messa? —
Strissimo sì , son nuovo celebrante .—
Dunque voi la direte alla Contessa.
Ma come siete dello studio amante ?
       5Come stiamo , a giudizio? i' vo' informarmi
Ben ben di tutto, e chiaramente, avante. — .
Da chi le aggrada faccia esaminarmi.
So il Latino benone; e nel costume ,
Non credo ch'uom nessun potrà tacciarmi.—
       10Questo vostro Latino , è un rancidume .
Ho sei figli: il contino è pien d'ingegno
E di eloquenza naturale, un fiume .
Un po' di pena per tenerli a segno
I du' Abatini e i tre Cavalierini
       15daranvi ; onde fia questo il vostro impegno.
Non me li fate uscir dei dottorini ;
Di tutto un poco parlin o, in tal modo
Da non parer nel mondo babbuini: -
Voi m' intendete. Ora , venendo al sodo,
       20Del salario parliamo. l' do tre scudi;
Che tutti in casa far star bene io godo.
Ma, Signor, le par egli? a me, tre scudi?
Al cocchier ne da sei.— Che impertinenza !
Mancan forse i Maestri , anco a du' scudi?
       25Ch' è ella in somma poi vostra scienza?
Chi sete in somma voi, che al mi' cocchiere
Veniate a contrastar la precedenza?
Gli è nato in casa, e d'un mi' cameriere;
Mentre tu sei di padre contadino
       30E lavorano i tuoi l'altrui podere .
Compitar, senza intenderlo , il latino ;
Una zimarra , un mantellon talare ,
Un collaruccio sudi-celestrino,
Vaglion forse a natura in voi cangiare ?
       35Poche parole: io pago arcibenissimo :
Se a lei non quadra, ella è padron d'andare.—
La non s'adiri, via, caro Illustrissimo;
Piglierò scudi tre di mensusale ;
Al resto poi provvederà l'Altissimo ,
       40Qualche incertuccio a Pasqua ed al Natale
Saravvi spero ; e intanto mostrerolle
Ch'ella non ha un Maestro dozzinale,
Pranzerete con noi; ma , al desco molle ,
V'alzerete di tavola: e s'intende
       45Che in mia casa abiurate il velie e il nolle.
Oh , ve'! sputa latin chi men pretende .
Così i miei figli tutti; ( e' son di razza )
Vedrete che han davver menti stupende
Mi scordai d' una cosa : la ragazza
       50Farete legicchiar di quando in quando ;
Metastasio , le ariette; ella n'è pazza.
La si va da se stessa esercitando
Ch'io non ho il tempo e la contessa meno
Ma voi glie le verrete interpretando,
       55Finchè un altro par d'anni fatti sieno,
Ch'io penso allor di porla in monastero
Perch'ivi abbia sua mente ornato pieno.
Ecco tutto . Io m' aspetto un magistero
Buono da voi . Ma, come avete nome? — - .
       60A servirla , Don Raglia da Bastiero . —
Così ha provvisto il nobil conte al come
Ciascun de' suoi rampolli un giorno onori
D'alloro pari al suo le illustri chiome.
Educandi, educati, educatori,
       65Armonizzando in sì perfetta guisa ,
Tai ne usciam poscia italici Signori,
Frigio-vandala stirpe, irta e derisa.

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