La bottega del caffè/Atto Primo/Scena III

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Atto primo

Scena terza

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Atto Primo - Scena II Atto Primo - Scena IV

Don Marzio e Ridolfo

Ridolfo
(Ecco qui, quel che non tace mai, e che sempre vuole aver ragione.) (da sè)
Don Marzio
Caffè!
Ridolfo
Subito, sarà servita.
Don Marzio
Che vi è di nuovo, Ridolfo?
Ridolfo
Non saprei, signore.
Don Marzio
Non si è ancora veduto nessuno a questa vostra bottega.
Ridolfo
E’ per anco buon’ora.
Don Marzio
Buon’ora? Sono sedici ore sonate.
Ridolfo
Oh illustrissimo no, non sono ancora quattordici.
Don Marzio
Eh, via, buffone!
Ridolfo
Le assicuro io che le quattordici ore non sono sonate.
Don Marzio
Eh, via, asino.
Ridolfo
Ella mi strapazza senza ragione.
Don Marzio
Ho contato in questo punto le ore, e vi dico che sono sedici; e poi guardate il mio orologio (gli mostra l’orologio); questo non fallisce mai.
Ridolfo
Bene, se il suo orologio non fallisce, osservi; il suo orologio medesimo mostra tredici ore e tre quarti.
Don Marzio
Eh, non può essere. (cava l’occhialetto e guarda)
Ridolfo
Che dice?
Don Marzio
Il mio orologio va male. Sono sedici ore. Le ho sentite io.
Ridolfo
Dove l’ha comprato quell’orologio?
Don Marzio
L’ho fatto venir di Londra.
Ridolfo
L’hanno ingannata.
Don Marzio
Mi hanno ingannato? Perché?
Ridolfo
Le hanno mandato un orologio cattivo. (ironicamente)
Don Marzio
Come cattivo? E’ uno dei più perfetti, che abbia fatto il Quarè.
Ridolfo
Se fosse buono, non fallirebbe di due ore.
Don Marzio
Questo va sempre bene, non fallisce mai.
Ridolfo
Ma se fa quattordici ore meno un quarto, e dice che sono sedici.
Don Marzio
Il mio orologio va bene.
Ridolfo
Dunque saranno or ora quattordici, come dico io.
Don Marzio
Sei un temerario. Il mio orologio va bene, tu di’ male, e guarda ch’io non ti dia qualche cosa nel capo. (un giovane porta il caffè)
Ridolfo
E’ servita del caffè. (con sdegno) (Oh che bestiaccia!) (da sè)
Don Marzio
Si è veduto il signor Eugenio?
Ridolfo
Illustrissimo signor no.
Don Marzio
Sarà in casa a carezzare la moglie. Che uomo effeminato! Sempre moglie! Non si lascia più vedere, si fa ridicolo. E’ un uomo di stucco. Non sa quel che si faccia. Sempre moglie! sempre moglie! (bevendo il caffè)
Ridolfo
Altro che moglie! E’ stato tutta la notte a giuocare qui da messer Pandolfo.
Don Marzio
Se lo dico io. Sempre giuoco. Sempre giuoco! (da la chicchera e s’alza)
Ridolfo
(Sempre giuoco; sempre moglie; sempre il diavolo, che se lo porti!) (da sè)
Don Marzio
E’ venuto da me l’altro giorno con tutta segretezza a pregarmi che gli prestassi dieci zecchini sopra un paio di orecchini di sua moglie.
Ridolfo
Vede bene; tutti gli uomini sono soggetti ad avere qualche volta bisogno; ma non tutti hanno piacere poi che si sappia, e per questo sarà venuto da lei, sicuro che non dirà niente a nessuno.
Don Marzio
Oh io non parlo. Fo volentieri servizio a tutti, e non me ne vanto. (mostra gli orecchini in una custodia) Eccoli qui; questi sono gli orecchini di sua moglie. Gli ho prestato dieci zecchini; vi pare che io sia coperto?
Ridolfo
Io non me ne intendo, ma mi par di sì.
Don Marzio
Avete il vostro garzone?
Ridolfo
Ci sarà.
Don Marzio
Chiamatelo. Ehi, Trappola.