La bottega del caffè/Atto Secondo/Scena VIII
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Carlo Goldoni - La bottega del caffè (1750)
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Ridolfo, poi Don Marzio.
- Ridolfo
- Spero un poco alla volta tirarlo in buona strada. Mi dirà qualcuno: perché vuoi tu romperti il capo per un giovine, che non è tuo parente, che non è niente del tuo? E per questo? Non si può voler bene ad un amico? Non si può far del bene a una famiglia, verso la quale ho delle obbligazioni? Questo nostro mestiere ha dell’ozio assai. Il tempo, che avanza, molti l’impiegano o a giuocare, o a dir male del prossimo. Io l’impiego a far del bene se posso.
- Don Marzio
- Oh che bestia! Oh che bestia! Oh che asino!
- Ridolfo
- Con chi l’ha signor Don Marzio?
- Don Marzio
- Senti, senti, Ridolfo, se vuoi ridere. Un medico vuol sostenere che l’acqua calda sia più sana dell’acqua fredda.
- Ridolfo
- Ella non è di quest’opinione?
- Don Marzio
- L’acqua calda debilita lo stomaco.
- Ridolfo
- Certamente rilassa la fibra.
- Don Marzio
- Cos’è questa fibra?
- Ridolfo
- Ho sentito dire che nel nostro stomaco vi sono due fibre, quasi come due nervi, dalle quali si macina il cibo, e quando queste fibre si rallentano, si fa una cattiva digestione.
- Don Marzio
- Sì, signore; sì signore; l’acqua calda rilassa il ventricolo, e la sistole e la diastole non possono triturare il cibo.
- Ridolfo
- Come c’entra la sistole e la diastole?
- Don Marzio
- Che cosa sai tu, che sei un somaro? Sistole e diastole sono i nomi delle due fibre, che fanno la triturazione del cibo digestivo.
- Ridolfo
- (Oh che spropositi! altro che il mio Trappola!)