La bottega del caffè/Atto Secondo/Scena XI
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Carlo Goldoni - La bottega del caffè (1750)
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Placida alla finestra, Don Marzio nella strada.
- Don Marzio
- Oh, oh, oh, questa è bella! La ballerina si ritira per paura di perdere il suo decoro! (coll’occhialetto) Signora pellegrina, la riverisco.
- Placida
- Serva devota.
- Don Marzio
- Dov’è il signor Eugenio?
- Placida
- Lo conosce ella il signor Eugenio?
- Don Marzio
- Oh, siamo amicissimi. Sono stato, poco fa, a ritrovare sua moglie.
- Placida
- Dunque il signor Eugenio ha moglie?
- Don Marzio
- Sicuro, che ha moglie; ma ciò non ostante gli piace divertirsi coi bei visetti: avete veduto quella signora che era a quella finestra?
- Placida
- L’ho veduta; mi ha fatto la finezza di chiudermi la finestra in faccia, senza fare alcun motto, dopo avermi ben bene guardata.
- Don Marzio
- Quella è una, che passa per ballerina, ma! m’intendete.
- Placida
- E’ una poco di buono?
- Don Marzio
- Sì; e il signor Eugenio è uno dei suoi protettori.
- Placida
- E ha moglie?
- Don Marzio
- E bella ancora.
- Placida
- Per tutto il mondo vi sono de’ giovani scapestrati.
- Don Marzio
- Vi ha forse dato ad intendere che non era ammogliato?
- Placida
- A me poco preme che lo sia, o non lo sia.
- Don Marzio
- Voi siete indifferente. Lo ricevete com’è.
- Placida
- Per quello che ne ho da far io, mi è tutt’uno.
- Don Marzio
- Già si sa. Oggi uno, domani un altro.
- Placida
- Come sarebbe a dire? Si spieghi.
- Don Marzio
- Volete quattro castagne secche? (le cava di tasca)
- Placida
- Bene obbligata.
- Don Marzio
- Davvero se volete, ve le do.
- Placida
- E’ molto generoso, signore.
- Don Marzio
- Veramente al vostro merito quattro castagne sono poche. Se volete, aggiungerò alle castagne un paio di lire.
- Placida
- Asino senza creanza. (serra la finestra e parte)
- Don Marzio
- Non si degna di due lire, e l’anno passato si degnava di meno. (chiama forte) Ridolfo?