La bottega del caffè/Atto Terzo/Scena VI

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Atto Terzo

Scena sesta

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Ridolfo ed Eugenio.

Ridolfo
Se posso, voglio vedere di far del bene anche a questa povera diavola. E nello stesso tempo facendola partire con suo marito, la signora Vittoria non avrà più di lei gelosia. Già mi ha detto qualche cosa della pellegrina.
Eugenio
Voi siete un uomo di buon cuore. In caso di bisogno, troverete cento amici che s’impegneranno per voi.
Ridolfo
Prego il cielo di non aver bisogno di nessuno. In tal caso non so che cosa potessi sperare. Al mondo vi è dell’ingratitudine assai.
Eugenio
Di me potrete disporre finch’io viva.
Ridolfo
La ringrazio infinitamente. Ma badiamo a noi. Che pensa ella di fare? Vuol andar in camerino da sua moglie, o vuol farla venire in bottega? Vuol andar solo? Vuole che venga anch’io? Comandi.
Eugenio
In bottega non istà bene; se venite anche voi, avrà soggezione. Se vado solo, mi vorrà cavare gli occhi... Non importa; ch’ella si sfoghi; che poi la collera passerà. Anderò solo.
Ridolfo
Vada pure col nome del cielo.
Eugenio
Se bisogna, vi chiamerò.
Ridolfo
Si ricordi che io non servo per testimonio.
Eugenio
Oh, che caro Ridolfo! Vado. (in atto di incamminarsi)
Ridolfo
Vai bravo!
Eugenio
Che cosa credete che abbia da essere?
Ridolfo
Bene.
Eugenio
Pianti, o graffiature?
Ridolfo
Un poco di tutto.
Eugenio
E poi?
Ridolfo
Ognun dal canto suo cura si prenda.
Eugenio
Se non chiamo, non venite.
Ridolfo
Già ci s’intende.
Eugenio
Vi racconterò tutto.
Ridolfo
Via, andate.
Eugenio
(Grand’uomo è Ridolfo! Gran buon amico!) (entra nella bottega interna)