La bottega del caffè/Atto Terzo/Scena XVI

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Atto Terzo

Scena sedicesima

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Don Marzio, poi Ridolfo.

Don Marzio
Si lamentano della mia lingua, e a me pare di parlare bene. E’ vero che qualche volta dico di questo e di quello; ma, credendo dire la verità, non me ne astengo. Dico facilmente quello che so; ma lo faccio, perché son di buon cuore.
Ridolfo
(dalla bottega del barbiere) Anche questa è accomodata. Se dice davvero, è pentito, se finge, sarà peggio per lui.
Don Marzio
Gran Ridolfo! Voi siete quello che unisce i matrimoni.
Ridolfo
E ella è quello che cerca di disunirli.
Don Marzio
Io ho fatto per far bene.
Ridolfo
Chi pensa male non può mai sperar di far bene. Non s’ha mai da lusingarsi, che da una cosa cattiva ne possa derivare una buona. Separare il marito dalla moglie, è un’opera contro tutte le leggi, e non si possono sperare che disordini e pregiudizi.
Don Marzio
(con disprezzo) Sei un gran dottore.
Ridolfo
Ella intende più di me; ma mi perdoni, la mia lingua si regola meglio della sua.
Don Marzio
Tu parli da temerario.
Ridolfo
Mi compatisca, se vuole; e se non vuole, mi levi la sua protezione.
Don Marzio
Te la leverò, te la leverò. Non ci verrò più a questa tua bottega.
Ridolfo
(da sè) (Oh il ciel lo volesse!)