La donna di garbo/Atto Primo/Scena XII

Da Wikisource.
Atto Primo - Scena dodicesima

../Scena XI ../Scena XIII IncludiIntestazione 14 novembre 2008 75% teatro

Atto Primo - Scena XI Atto Primo - Scena XIII

Ottavio, poi Rosaura


Ottavio

Ma il 16, il 33 ed il 6, che sono tre numeri nominati dalla cabala, li abbandonerò? Questi ancora si dovrebbero giocare. Poter di Bacco, vi vorrebbe del bel denaro per far un bel gioco! Ma poi vincendo, questo denaro sarebbe molto bene impiegato. Che sarà mai? Una volta poi ha da venire per me. Io m’ho ancor da arricchire con questo lotto: ho ancor da far vedere a mio padre che ho più giudizio di lui, che so il mio conto, che semino per raccogliere, e per ingrandire la nostra casa. Oggi si attende mio fratello: si faranno delle allegrezze e delle spese: se io vinco, farò onore a tutta la famiglia. Se faccio una buona vincita, non gioco mai più.

Rosaura

(Ecco il padrone che impazzisce per il lotto. Vo’ secondarlo). (da sé) Oh, signor padrone, lei appunto andavo cercando.

Ottavio

Hai da raccontarmi qualche sproposito di mia moglie? Ella mi vuol mandare in rovina.

Rosaura

Non dubitate, signore, ch’io spero rimediare a tutte le vostre indigenze.

Ottavio

E in qual maniera?

Rosaura

Ho fatto questa notte un bellissimo sogno, e son sicura che in esso vi è il terno.

Ottavio

Per amor del cielo, raccontami questo sogno. Dov’è Brighella? Eh, tornerà.

Rosaura

Io mi sognai ch’ero sopra un monte alto, alto, alto.

Ottavio

Monte alto? Questo è il novanta.

Rosaura

Benissimo, e mi parea colassù giocare alla gatta cieca con varie femmine mie compagne.

Ottavio

Che sono le figlie della lista del lotto.

Rosaura

Indi cercando a tentone, come sapete che si fa, invece d’una, ne presi tre.

Ottavio

Ecco il terno.

Rosaura

Levatami allora la benda per riconoscer la preda, mi parve che fossero tre mie carissime amiche, una chiamata Menichina, l’altra Cecchetta, e la terza Tognina.

Ottavio

Hai la lista del lotto?

Rosaura

Signor no, in verità.

Ottavio

Se male non mi ricordo, Menichina è al numero 39, Cecchetta al 59, e Tognina al 60. Oh che bel terno! Oh che bel terno!

Rosaura

Sentite il meglio. Mi pare ch’io dicessi alle tre donne: niente voi mi date per la bravura d’avervi prese? Ed esse mi risposero: ti daremo dell’oro, quanto vorrai; ed infatti mi empirono il grembo di bellissime monete d’oro. Allora tutta allegra mi svegliai, ma indovinate. Sapete ch’io tengo meco a dormire quel cagnolino; egli mi aveva empiuto il grembo di porcheria: v’è da sperare su questo sogno?

Ottavio

Se vi è da sperare? E come! Lo sterco vuol dir oro, onde il terno è sicuro; bisogna giocar molto, per guadagnar molto. In quanto a me, voglio far il possibile per giocar ben questi numeri.

Rosaura

(Non vi giocherei un baiocco). (da sé) Come avete fatto, signor padrone, a farvi così esperto in questo difficilissimo giuoco?

Ottavio

Mi costa sudori. Prima di tutto, ho consumato sei anni nello studio dell’arte di Raimondo Lullo, la qual apre il sentiero a tutte le scienze speculative, mistiche e misteriose. Indi passai allo studio dell’arte cabalistica del Mirandolano, servendomi di un grande aiuto ad intenderla, Alessandro Farra, che scrisse di tal materia in volgare, non avendo io gran cognizione del latino. Mi trovai veramente imbrogliato nella moltitudine de’ nomi stravaganti; ma applicando alla stregonomanzia del Tritemio, spiegatami da un bottegaio erudito, ho inteso qualche cosa di più; ma è inutile ch’io teco parli di tal materia, non potendo tu capirne i principi.

Rosaura

Come, signore? Io non ne capisco i principi! Perdonatemi, mi fate torto. So benissimo che l’arte di Raimondo Lullo è una solenne impostura. So che il Mirandolano si è servito di ciò che solevano praticare gli antichi Ebrei, i quali pretendono anche al presente avere la scienza cabalistica in retaggio da’ loro maggiori, ma che altro non hanno che alcune superstizioni, o per dir meglio stregonerie, le quali, se ben mi ricordo, consistono principalmente nella Capiromanzia, che fa veder la persona nello specchio, e nella Coschinomanzia, che indovina per via d’un crivello.

Ottavio

Oh diacine! Che sento mai? Tu ne sei molto meglio informata di me!

Rosaura

Oh, signore, fra voi ed io faremo delle belle cose.

Ottavio

Cara la mia Rosaura. Il cielo ti ha mandato in mio soccorso. Ora sono il più felice uomo del mondo. Vedrai, vedrai che cosa farò per te. Ti comprerò un palazzo, lo fornirò alla moda, ti manterrò carrozza, e a sei cavalli, avrai un trattamento da dama, gioje, abiti, biancherie, divertimenti, ricchezze e che la vada; allegri, Rosaura, allegri.

Rosaura Allegri, signor padrone. (Oh, che bel pazzo!) (da sé)

Ottavio

Ma Brighella non viene. Voglio andarlo a ritrovare. Mancano poche ore all’estrazione: abbiamo detto 39, 59, 60, non è vero?

Rosaura

Sì, signore.

Ottavio

Oh bene, vado a giocarli, se credessi restar in camicia. In meno di un anno ho speranza di cangiare stato. (parte)