La fame del Globo
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Indice
01
Terra, acqua, energia in un rapporto sullo stato del globo
Per millenni l'uomo si è appropriato delle risorse della natura senza alcuna preoccupazione per le ripercussioni delle proprie azioni sugli equilibri idrologici, climatici, biologici: per le sue limitate capacità di prelievo il mondo non aveva confini. Le trasformazioni antropiche si realizzavano, peraltro, con lentezza secolare, così che le associazioni floristiche e zoologiche si riplasmavano lentamente, parallelamente agli interventi delle società umane, che, seppure senza percepirlo, erano indotte ad adeguare la propria opera alle reazioni della natura. Gli strumenti di alterazione della natura assicurati alle società umane dalla scienza e dalla tecnica consentono di sovvertire in pochi anni, o mesi, l'assetto millenario di intere regioni, determinando effetti di ordine successivo destinati a manifestarsi nell'arco di decenni, quando non sarà più possibile correggere gli interventi che li hanno prodotti. L'uomo dispone degli strumenti per distruggere il mondo in cui vive, e forze prepotenti, dalla crescita demografica a quella industriale, lo inducono al consumo incontrollato delle risorse indispensabili alla vita futura delle società civili. Maturate in occasione delle recenti crisi energetiche e alimentari, delle avvisaglie di future crisi idrologiche, le prime riflessioni sulle conseguenze del ritmo assunto dalla modificazione della natura, un istituto di ricerca americano propone il confronto sistematico dei risultati delle nuove indagini mediante la pubblicazione di un rapporto annuale sullo stato delle relazioni tra l'uomo e il Pianeta. Coordinato da uno dei protagonisti delle polemiche sugli equilibri ambientali degli anni recenti, costruito attraverso l'esame comparato dei dati elaborati da centinaia di organismi diversi, il rapporto rappresenta fonte doviziosa per aggiornare le conoscenze di quanti, ricercatori, responsabili politici e amministrativi, operano sul terreno dei rapporti tra la società umana e le risorse naturali.
Genio rurale, XLIX, n.4, aprile 1986
02
Fame nel mondo: manca il cibo o il denaro per acquistarlo?
Ricevuto all’Università di Firenze per la consegna della laurea honoris causa, il premio Nobel professor Amartya Sen pronuncia l’allocuzione di rito proponendo la propria dottrina sul problema dell’alimentazione del Pianeta. Produrre cibo non presenterebbe autentiche difficoltà, secondo l’economista indiano: l’unico problema sarebbe assicurare un reddito a milioni di famiglie che il cibo non possono acquistare. Disponendo di un reddito non farebbero fatica a procurarselo. La tesi, seducente, è in stridente contrasto con i dati più recenti della Fao, che denunciano la crescente difficoltà a ottenere, dalle risorse già sfruttate, produzioni maggiori. Se il potere di acquisto dei popoli poveri aumentasse, è difficile prevedere che la loro domanda potrebbe essere soddisfatta
Previdenza agricola, LI, gennaio 2001
03
Borlaug: Pensiamo a quando dovremo mangiare in 9 miliardi
Intervista al premio Nobel padre della "rivoluzione verde" sul futuro della ricerca genetica, chiamata a soddisfare i bisogni degli abitanti del globo che soffrono la fame
Agricoltura n.7/8 2003
04
L’Asia abbandona il riso: è la più grande rivoluzione alimentare della storia
L’ultimo notiziario della Fao propone due notizie chiave. Dopo quattro anni le produzioni cerealicole hanno tornato a superare i consumi: la penuria è scongiurata. Ma l’Asia pare consumare meno riso, più frumento e più mais: la prova di una mutazione degli equilibri alimentari destinata a trasformare l’economia del Pianeta
Spazio rurale, L n. 3, marzo 2005
05
L’agricoltura grande sfavorita nella contesa per l’acqua
Produrre una tonnellata di cereale richiede 1.000 tonnellate d’acqua. Se l’umanità dovrà raggiungere la produzione di 4 miliardi di tonnellate di cereali il suo fabbisogno idrico sarà imponente. Ma nuovi invasi sono di realizzazione sempre più ardua, industria e usi civili sottraggono all’agricoltura quantità d’acqua crescenti
Spazio rurale, L, n. 7, luglio 2005
06
Politica del territorio in Emilia Romagna. La chimera dello sviluppo “sostenibile”
Uno slogan domina la vita politica dell’Emilia Romagna, i cui amministratori, dalla Giunta regionale a quella del più piccolo comune di montagna, proclamano che i principi con cui governano il territorio sarebbero quelli dello “sviluppo sostenibile”. Un recente rapporto sull’ambiente rivela che, cessata la crescita demografica, arrestatosi lo sviluppo economico, il dilagare del cemento negli spazi agricoli procede a un ritmo tale da annullare, in quindici decenni, una pianura conquistata alle acque in tre millenni.
Spazio rurale, LI, n.8/9, agosto-settembre 2006
07
Il sogno radioso del Pianeta affamato
E’ stata pubblicata da un’editrice bolognese una raccolta di scritti degli alfieri dei movimenti che contestano l’agricoltura fondata sulla scienza e la tecnologia, e propugnano una nuova agricoltura contadina in cui ogni famiglia dovrebbe produrre il proprio cibo. Colpisce il lettore la determinazione a ignorare le conseguenze delle proprie proposte, espressione di quello spirito giacobino che reputa accettabile qualunque prezzo possa costare la propria utopia
Spazio rurale, LII, n. 3, marzo 2007
08
Due rivali contendono il pianeta: l’uomo e l’automobile. Gli esiti del match non sono prevedibili
L’ascesa dei prezzi del petrolio sta moltiplicando, nel primo produttore di cereali del Globo, gli impianti per la produzione di etanolo, il cui numero non può non influire sulle capacità di esportazione. La recente ascesa del prezzo del mais non potrebbe essere ritenuto evento casuale, potrebbe preludere a nuovi equilibri del mercato mondiale
Spazio rurale, LII, n.5, maggio 2007
09
Dollaro, petrolio, grano, tre variabili, un’incognita nell’equazione del Pianeta
Dopo due lustri di cedimenti il dollaro è crollato: le autorità monetarie americane hanno abbandonato ogni tentativo di restituirgli il ruolo di termine degli scambi internazionali. Probabilmente hanno verificato che l'economia degli Stati Uniti non è più in grado di dominare l'economia del Pianeta. Tentare dissanguerebbe inutilmente la ricchezza americana. Perduto il proprio valore il dollaro non si scambia più con l'energia secondo il vantaggioso rapporto del passato: per disporre di una nuova moneta gli Stati Uniti hanno deciso di interrompere la fornitura di mais agli allevamenti dell'Europa e dell'Asia. Convertito in energia il mais americano sarà il nuovo strumento della potenza a stelle e strisce. I paesi che, privi di mais, non potranno più produrre carne, dovranno comprare carne americana ai prezzi che deciderà Washington
Archivio Osvaldo Piacentini n.11-12, aprile 2008

