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Atto primo
Scena prima
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<dc:title>La tempesta</dc:title> <dc:creator opt:role="aut">William Shakespeare</dc:creator> <dc:date>1612</dc:date> <dc:subject></dc:subject> <dc:rights>CC BY-SA 3.0</dc:rights> <dc:rights>GFDL</dc:rights> <dc:relation>Indice:Tempesta.djvu</dc:relation> <dc:identifier>//it.wikisource.org/w/index.php?title=La_tempesta_(Shakespeare-Angeli)/Atto_primo/Scena_prima&oldid=1101504</dc:identifier> <dc:revisiondatestamp>20120320173857</dc:revisiondatestamp> //it.wikisource.org/w/index.php?title=La_tempesta_(Shakespeare-Angeli)/Atto_primo/Scena_prima&oldid=1101504 20120320173857
La tempesta - Atto primo
Scena prima William Shakespeare Diego Angeli Tempesta.djvu Fratelli Treves Milano 1911 1564 1616
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A bordo di una nave, sul mare. Una bufera con tuoni e
Entrano il
Padrone della nave e il
Quartiermastro.
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- Il Padrone.
Mastro....
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- Il Quartiermastro.
Eccomi, Padrone: che c’è?
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- Il Padrone.
Bene. Parla ai marinari e manovrate alla spic‐
cia: altrimenti andiamo tutti a fondo. Presto! presto!
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- Exit.
- Entrano vari Marinari.
- Il Quartiermastro.
Su, cuori miei: presto, presto, cuori miei!
Forza! forza! Serrate il bompresso. Attenti al
fischio del Padrone! Soffia finchè tu non ne
possa più, vento mio: finchè abbiamo spazio!
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- Entrano Alonzo, Ferdinando,
- Antonio, Sebastiano, Gonzalo.
- Alonzo.
Bravo mastro: mi raccomando di stare at‐
tento. Dove è il Padrone? Siate uomini!
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- Il Quartiermastro.
Fatemi la grazia di starvene giù, per ora!
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- Antonio.
Dov’è il Padrone, Quartiermastro?
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- Il Quartiermastro.
Non lo sentite? C’imbarazzate la manovra.
Rimanete nelle vostre cabine: così, aiutate la
tempesta.
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- Gonzalo.
Su, su, brav’uomo, un po’ di pazienza.
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- Il Quartiermastro.
Quando l’avrà il mare. Via di qua! Che im‐
porta a queste ondate il nome del Re? Alle
vostre cabine! Silenzio e non c’impicciate.
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- Gonzalo.
Sta bene. Ma rammentati chi hai a bordo.
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- Il Quartiermastro.
Nessuno a cui voglia bene più che a me! Voi
siete un consigliere: se potete comandare il |
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silenzio a questi elementi e ricondurre la calma,
non toccheremo più una gomena. Fate uso della
vostra autorità. E se non lo potete, ringra‐
ziate il cielo di aver vissuto tanto e prepara‐
tevi nella vostra cabina per la disgrazia pre‐
sente, ― se disgrazia ha da esserci. Coraggio,
ragazzi! Levatevi dai piedi, vi dico!
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- Exit.
- Gonzalo.
Quest’uomo mi rassicura! Non ha nessun
segno d’affogato sopra di sè: il suo fisico è
tutto per la forca. Serbalo per l’impiccagione,
o buona sorte! E fa che la corda del suo destino
sia la gomena della nostra salvezza: sulla no‐
stra c’è poco da contare! Se non è nato per
finir sulla forca, il nostro caso è disperato.
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- Exeunt.
- Rientra il Quartiermastro.
- Il Quartiermastro.
Giù l’albero di maestra! Presto! Più giù! più
giù! Cerchiamo d’incappare la vela.
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- Si odono grida dal di dentro.
La peste a quelli strilloni! Urlano più della
tempesta e dei nostri comandi.
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- Rientrano SEBASTIANO, Alonzo e Gonzalo.
Da capo? Cosa venite a fare? Dobbiamo la‐
sciare andare ogni cosa e affogare? Volete
proprio colare a fondo?
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- Sebastiano.
Un cancro alla lingua, cane bestemmiatore
e senza pietà!
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- Il Quartiermastro.
E allora, manovrate da voi!
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- Antonio.
Alla forca, carogna, alla forca! Figlio di put‐
tana! insolente ciarlone! Abbiamo meno paura
di te, d’affogare.
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- Gonzalo.
Garantisco io che non affogherà: fosse pure
la nave non più forte di un guscio di noce
ne più sfondata di una sfrontata baldracca.
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- Il Quartiermastro.
Serrate le vele! serrate le vele! Ammainate
le drizze. Di nuovo in pieno mare: al largo.
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- Entrano alcuni marinari bagnati.
- I Marinai.
- - Tutto è perduto!
- - Preghiamo! Preghiamo!
- - Tutto è perduto!
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- Exeunt.
- Il Quartiermastro.
E che? È dunque necessario che le nostre
bocche sieno fredde?
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Gonzalo.
Sono in preghiera il principe ed il Re.
Andiamo a unirci a loro: il caso nostro
non è diverso!
Sebastiano.
Non ho pazienza!
Antonio.
Siamo truffati delle nostre vite
da ubriaconi! Quel brigante là
dall’ampia gola! Possa tu giacere
affogato e travolto da ben dieci
maree!
Gonzalo.
E pure egli morrà impiccato
se bene contro ciò giuri ogni goccia
che quanto può s’apre per inghiottirlo.
Rumori confusi dall'interno
- Misericordia! Andiamo a fondo!
- Andiamo a fondo! Addio moglie!
- Addio figliuoli! Addio fratello!
- Si affonda! Si affonda! Si affonda!
Antonio.
Dobbiamo affondare col nostro Re!
Exit
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Sebastiano.
Dobbiamo congedarci da lui!
Exit.
gonzalo.
Darei volentieri mille iugeri di mare, per
pochi metri di nuda terra: sterpami, roveti e
ogni altra cosa. Che la volontà del cielo sia
fatta! Ma io vorrei morire una morte asciutta!
Exit.
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