O quanto fiedi me forte sanando

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O quanto fiedi me forte sanando
XIII secolo

 
     O quanto fiedi me forte sanando,
tu, dolze amica mea, bona coscienza,
non dal meo cor la tua verga cessando,
       4ferendo adessa ch'eo penso a fallenza.
     E com'om pro caval fello spronando,
partendome da vizio e da spiacenza,
l'alma m'adolci più che mel gostando,
       8s'alcun'ora mi movo a tua piacenza.
     O fren di scienza e d'onestà sperone,
o verga di giustizia, amica mia,
       11o cibo il qual Dio di vertù compone,
     piò che cos'altra mai pregiar te dia,
ché tutto 'l mondo en me par ben non pone;
       14guai, guai a quello, en cui non hai balia.

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