Oreste (Alfieri)/Atto quarto/Scena seconda
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Egisto, Clitennestra, Oreste, Pilade, soldati.
- Egisto
- Vieni, consorte, vieni; udir ben puoi
- cosa, cui fede ancor non presto intera.
- Clitennestra
- Barbaro, a ciò mi sforzi?
- Egisto
- Udiam. - Stranieri,
- voi di Focida il re veraci messi
- dunque a me manda?
- Pilade
- Sí.
- Egisto
- Certa novella
- recate voi?
- Pilade
- Signore, un re c'invia;
- a un re parliam: loco può aver menzogna?
- Egisto
- Ma, Strofio vostro a me non diè mai pegno
- finora d'amistá.
- Pilade
- Fia questo il primo.
- Non niegherò, ch'ei, giá molti anni addietro,
- altro era in core: lo stringea pietade
- dell'infelice Oreste; ma se un tempo
- gli diè ricetto, ei gli negò pur sempre
- ajuto, ed armi; e a te giammai non volle
- Strofio far guerra.
- Egisto
- Apertamente ei farla
- non ardí forse. Ma, di ciò non calmi.
- Dove pería colui?
- Oreste
- Colui!
- Pilade
- Di Creta
- gli è tomba il suolo.
- Egisto
- E come estinto il seppe
- Strofio anzi me?
- Pilade
- Pilade tosto al padre
- portò tal nuova: al duro caso egli era
- presente.
- Egisto
- E quivi ad immatura morte
- che il trasse?
- Pilade
- Il troppo giovenil suo ardore.
- Antica usanza ogni quint'anno in Creta
- giuochi rinnova, e sagrifizj a Giove.
- Desio di gloria, natural vaghezza
- tragge a quel lido il giovinetto: al fianco
- Pilade egli ha non divisibil mai.
- Calda brama d'onor nell'ampia arena
- su lieve carro a contrastar lo spinge
- de' veloci corsier la nobil palma:
- troppo a vincere intento, ivi la vita
- per la vittoria ei dá.
- Egisto
- Ma come? Narra.
- Pilade
- Feroce troppo, impaziente, incauto,
- or della voce minacciosa incalza,
- or del flagel, che sanguinoso ei ruota,
- sí forte batte i destrier suoi mal domi,
- ch'oltre la meta volano; piú ardenti,
- quanto veloci piú. Giá sordi al freno,
- giá sordi al grido, ch'ora invan gli acqueta;
- foco spiran le nari; all'aura i crini
- svolazzan irti; e in denso nembo avvolti
- d'agonal polve, quanto è vasto il circo
- corron ricorron come folgor ratti.
- Spavento, orrore, alto scompiglio, e morte
- per tutto arreca in torti giri il carro:
- finché percosso con orribil urto
- a marmorea colonna il fervid'asse,
- riverso Oreste cade...
- Clitennestra
- Ah! non piú; taci:
- una madre ti ascolta.
- Pilade
- È ver; perdona. -
- Io non dirò, come ei di sangue il piano
- rigasse, orribilmente strascinato...
- Pilade accorse;... invan;... fra le sue braccia
- spirò l'amico.
- Clitennestra
- Oh morte ria!...
- Pilade
- Ne pianse
- in Creta ogni uom; tanta nel giovin era
- beltade, grazia, ardire...
- Clitennestra
- E chi nol piange,
- fuorché solo quest'empio?... O figlio amato,
- piú non degg'io, mai piú (lassa!) vederti?...
- Ma, oimè! pur troppo ti veggo di Stige
- l'onda varcar, del padre abbracciar l'ombra;
- e torcer bieco a me lo sguardo entrambi,
- e d'ira orribile ardere... Son io,
- sí, son io, che vi uccisi... Oh madre infame!
- oh rea consorte! - Or, sei tu pago, Egisto?
- Egisto
- - Il tuo narrar, certo, ha di ver sembianza;
- chiaro il vero fia in breve. Entro mia reggia
- statevi intanto; e guiderdon qual dessi,
- pria del partir v'avrete.
- Pilade
- A' cenni tuoi
- staremci. - Vieni.
- Oreste
- Andiamo, andiam; che omai
- piú non poss'io tacermi.
- Clitennestra
- O tu, che narri
- senza esultar di gioja il fero caso,
- deh! ferma il piede; e dimmi: alla infelice
- madre, perché dentro brev'urna acchiuso
- non rechi il cener del suo amato figlio?
- Funesto, eppur gradito dono! ei spetta,
- piú che a niun'altri, a me.
- Pilade
- Pilade gli arse
- il rogo; escluso dai funébri onori
- ogni altro, ei sol raccolse il cener suo;
- ei di pianto il bagnava: ultimo, infausto
- pegno della piú nobile, verace,
- forte, e santa amistá che al mondo fosse,
- ei sel riserba: e a lui chi fia che il tolga?
- Egisto
- E a lui chi fia che il chiegga? Ei l'abbia: un tanto
- amico suo da lui piú assai mertava.
- Maraviglia ben ho, com'ei mal vivo
- sul rogo stesso generosamente
- sé coll'estinto non ardesse; e ch'una,
- sola una tomba, di tal coppia eletta
- non racchiudesse le reliquie estreme,
- Oreste
- Oh rabbia; e tacer deggio?
- Pilade
- È ver, di duolo
- Pilade non morí; ma in vita forse
- pietoso amor del genitore antico
- mal suo grado il serbò. Spesso è da forte,
piú che il morire, il vivere. - Egisto
- Mi abborre
- Pilade al par che m'abborriva Oreste.
- Pilade
- Noi siam del padre messaggeri: ei brama
- piena amistade or rinnovar con Argo.
- Egisto
- Ma di Pilade è padre: egli raccolse
- qual proprio figlio Oreste; ei dal mio sdegno
- il difese, il sottrasse.
- Pilade
- Oreste spento,
- non scema in te lo sdegno?
- Clitennestra
- E qual d'Oreste
- era il delitto?
- Oreste
- Esser figliuol d'Atride.
- Egisto
- Che ardisci tu?...
- Pilade
- Signor,... dove non suona
- fama del ver? Sa tutta Grecia, quanto
- t'inimicasse Atride; e sa, che i giorni
- t'insidiò; che perseguirne il figlio
- dovevi...
- Oreste
- E sa, che mille volte e mille
- tentato hai tu, con tradimenti, trarlo
- a morte infame; e sa, che al sol suo aspetto
- tremato avresti...
- Egisto
- Oh! che di' tu? Chi sei?
- Parla.
- Oreste
- Son tale...
- Pilade
- Egli è... Deh! non sdegnarti,
- Egisto;... egli è...
- Egisto
- Chi?
- Oreste
- Tal...
- Pilade
- Di Strofio il figlio,
- Pilade egli è: null'altro in Argo il mena,
- che desio di vedere il loco, ov'ebbe
- Oreste suo la cuna. A pianger viene
- con la madre l'amico. Il re concesso
- gli ha di seguirmi ignoto; ogni regale
- pompa lasciando, in umil nave ei giunge,
- per men sospetto darti; a me la cura
- ne affida il padre: ei, nell'udir d'Oreste,
- tacer non seppe: ecco a te piano il tutto.
- Deh! tu nol vogli or d'inesperti detti
- reo tener; né stimar, ch'altro qui 'l tragga.
- Clitennestra
- Oh ciel! Pilade questi? Oh! vieni; dimmi,
- novel mio figlio;... almen ch'io sappia...
- Egisto
- È vano,
- donna, il tuo dir. - Qual ch'egli sia, tai sensi
- uso a soffrir non son... Ma che? lo sguardo
- ardente in me d'ira e furor tu figgi?
- E tu lo inchini irresoluto a terra?
- Voi messaggeri Strofio a me non manda;
- voi mentitori, traditor voi sete.
- Soldati, or tosto in ceppi...
- Pilade
- Deh! m'ascolta...
- E fia pur ver, che un sol sospetto vano
- romper ti faccia or delle genti il dritto?
- Egisto
- Sospetto? In volto la menzogna stavvi,
- ed il timor scolpito.
- Oreste
- In cor scolpito
- il rio timor ti sta.
- Clitennestra
- Dite: non vera
- potria forse la nuova?...
- Pilade
- Ah! cosí...
- Oreste
- Tremi,
- tremi tu giá, che il figlio tuo riviva,
- novella madre?
- Egisto
- Oh qual parlar! Si asconde
- sotto que' detti alcun feroce arcano.
- Pria che tu n'abbi pena...
- Pilade
- Oh ciel! deh! m'odi.
- Egisto
- Il ver saprò. Traggansi intanto in duro
- carcere orrendo... Ah! non v'ha dubbio; gli empi
- son ministri d'Oreste. - Aspri tormenti
- si apprestin loro: io stesso udrolli; io stesso
- vo' saper lor disegni. Itene. In breve
- certo esser vo', se è vivo o morto Oreste.
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