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37 Abramo Lincoln


la passione gli abbia tesi, essa non deve spezzare i legami del nostro affetto. Le mistiche corde della memoria, tese da ogni campo di battaglia, da ogni tomba di patriota ad ogni vivo cuore attraverso questa vostra terra, innalzeranno il coro della Unione, quando saranno toccate ancora, e lo saranno certamente, dai migliori angeli della nostra natura».

Queste parole confermarono i Sudisti nella loro idea che Lincoln era un debole e che il Nord sarebbe presto ridotto all’impotenza. Non pensavano che Lincoln sentiva che era obbligo per lui, imprescindibile obbligo, come uomo e come patriota, di esaurire tutti i mezzi di pacificazione per avere il dovere e il diritto di essere, poi, inflessibile nella repressione.

E difatti, quando Lincoln ebbe veduto che ogni invocazione alla concordia era vana, mise la causa della Giustizia nelle mani della Provvidenza ed incominciò ad agire da strenuo ed inflessibile difensore della Unione.


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Lincoln portava alla presidenza tutte le più salde virtù democratiche; l’amore della libertà e la fiducia nei benefici che ne derivano, l’idealità di più alti destini, la carità verso i deboli, l’amore per gli oppressi e l’odio per gli oppressori; la solidarietà e la fratellanza per tutti gli uomini, il senso grande della responsabilità, e quello, più forte ancora, del dovere, dello strenuo e duro dovere che fece forti e grandi, nei tempi gloriosi, i repubblicani d’Olanda e d’Italia.