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mità del Promontorio; ove dopo aver recitata una stanza de’ suoi proprj versi, che noi non potemmo udire (cioè gli Autori della cronaca Greca) si gittò giù della rocca con intrepidezza tale, che non mai prima osservossi in alcun altro, che tal pericoloso salto attentasse. Molti, che furon presenti, narravano averla essi veduta cadere nel mare donde non risorgesse mai più dipoi; sebbene vi furono altri, i quali affermavano, che Ella non arrivasse fin al fondo del suo salto, ma che nell’atto del cadere fossesi trasmutata in un Cigno, così che essi la videro svolazzare per l’aria sotto questa forma. Ma se costoro, che ciò osservaron di lei, fossero stati ingannati dalla bianchezza, ed ondeggiamento delle vesti; o pure fossesi Essa realmente trasformata in quel canoro e melanconico uccello, resta ancora nel dubbio fra i Lesbiani.” Fin quì il M.S. Greco del Sig. Addison, dove può rinvenirsi il restante nell’Edizione di Londra 1744 tom. 3 in in 12. Quì poi viene imitato Teocrito nell’Idil. 3. in que’ versi, che cominciano

ὢ μοι ἐγώ τι πάθω; &c.

con i 3. seguenti.

and the. Virg. Egl. 1. Majoresque cadunt &c.