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AL LEGGITORE


IL TRADUTTOR ITALIANO



DI rime piacevoli ve n’ha pur troppo nella nostra favella. Accrescerne il numero sarebbe così vana cosa che recar acqua all’Oceano. Hanno ancor esse del merito; chi ne dubita? Non è poca la lor forza a divertirci da quelle gramezze; che sogliono essere tanto congiunte alla debole umanità. Fin dagli antichi tempi si ebbe per vero un tal maraviglioso effetto nelle Muse. Ci dice Esiodo che se il Poeta canti, ancorchè venga alcuno da fresco cordoglio trafitto, pure

Αἰψ ὅγε δυσφρονέων ἐπιλήθεται, οὐδέ τι κηδέων
Μέμνηται. ταχέως παρέτραπε δῶρα θεάων


Caccia Ei tosto il pensier di sue sventure,
Che delle Dive i doni il divertiro
Sì ch’Egli oblia le penose cure. Theog. 103,

La sapienza, moderatrice delle umane passioni