Pagina:Annali del principato ecclesiastico di Trento dal 1022 al 1540.djvu/22

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scovato di Bressanone ed in parte, verso la valle Venosta, con quello di Coira: ampiezza che in sè contiene anime duecentomila all’incirca.

Il nostro Udalrico sottoscrisse tra i suffraganei di Popone patriarca di Aquileja ad un placito pronunciato dall’imperatore Corrado nel 1027 in Verona a favore del suddetto patriarca contra Adelpreto o Adalberone duca di Carinzia [1]. Egli è pur sottoscritto col nome di Voldarico al privilegio che il patriarca d’Aquileja accordò al suo Capitolo nel 1051 [2]. Si trovò ancora presente nel medesimo anno alla famosa consacrazione della chiesa di S. Maria e SS. martiri Ermagora e Fortunato in Aquileja. Nel 1045 proferi in Luca, per volere dell’imperatore, una sentenza a favore di quella Chiesa; e nell’anno seguente intervenne al Sinodo celebrato in Pavia [3].

Sotto di lui fiorì in Trento una confraternita appellata Congregazione di S. Vigilio[4].

Questi sono i fatti più certi intorno a questo vescovo, al quale, pria di morire, toccò la bella sorte di adorare personalmente il sacratissimo sangue del Redentore scoperto in Mantova nel 1048.

Ad Udalrico II, che finì di vivere nel 1055, succedette Attone, del quale i cronisti ci tramandarono il puro nome. A costui sottentrava Enrico I, dell’as-

  1. De Rubeis «Monumenta Eccl. Aquilej., col. 500.
  2. Ughelli Italia Sacra Tom. V.
  3. Idem, ibi. V. Gentilotti nelle note al medesimo Ughelli.
  4. In un messale della libreria capitolare si legge: Missa pro congregatione S. Vigilii.