Pagina:Annali del principato ecclesiastico di Trento dal 1022 al 1540.djvu/441

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sero possesso dello sgombrato convento[1]. Sopra la porta di S. Lorenzo, che fu l’antica parochiale di Tenno, trovasi un’iscrizione fatta in quest’anno a Polidoro Casanico, famigliare amatissimo del cardinale Adriano, che, come accennammo, dimorò in Tenno e in quei contorni per molti anni[2]. Li 29 maggio del medesimo anno il vescovo Giorgio confermò con suo diploma agli uomini di Storo un regolamento riguardante le persone forensi e diretto a tenere lontane le sospette[3]. Questo è l’ultimo atto che abbiamo del nostro degno prelato, il quale finì di vivere in Verona, non senza sospetto d’essere stato tolto dal mondo per via di veleno[4].

Il Capitolo, avuta nuova della grave perdita, li 6 del mese di giugno 1514 assunse, sino all’elezione del successore, l’amministrazione dello spirituale e temporale della Chiesa. Frattanto il corpo dell’estinto vescovo, trasportato da Verona a Trento con dispendioso apparato, fu sepolto li 7 giugno nella cattedrale di S. Vigilio. Il dì 12 dello stesso mese, unitisi i canonici nel luogo solito, se scelto il mezzo del compromesso, elessero concordemente a vescovo di Trento, Bernardo Clesio, arcidiacono, protonotaro apostolico, dottore in ambe le leggi, consigliere e luogotenente imperiale[5]. Nacque egli l’anno 1485 nel castello di

  1. Miscellanea Alberti, T. VI, fol. 191.
  2. Miscell. Alberti, T. VI, fol. 217.
  3. Miscell. Alberti, T. III, fol. 225.
  4. Miscell. Alberti, T. III, fol. 14. Innocenzo a Prato, Lib. XI, fol. 212.
  5. Miscell. Alberti, T. VII, fol. 87.