Pagina:Annali del principato ecclesiastico di Trento dal 1022 al 1540.djvu/455

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Nel 1522, il capitano di Pergine, in qualità di arbitro, pubblicò una sentenza concernente la consegna delle vache da farsi dal comune di Pergine ad un pastore nominato dal pubblico, con ispeciale regolamento pei tempi avvenire [1]. Nicolò signore di Gresta, obbedendo al monitorio contro di lui rilasciato nel 1519, si risolse in quest’anno di presentarsi al vescovo Bernardo per ricevere la rinnovazione dell’investitura feudale; in cui, come pure nel reversale, ad eterno pregiudizio della Chiesa di Trento, si nominò Nicolaus de Castrobarco, dominus Grestae; il che poscia servì di fondamento, onde ottenere nel secolo decimosettimo i Quattro Vicariati [2]. In questo stesso anno il vescovo Bernardo spedì ai Rivani la conferma dei loro privilegi, e la investitura di quei feudi che riconoscono dalla Chiesa di Trento [3]. Nel luglio del suddetto anno confermò pure alle comunità oltre il Durone i loro statuti e consuetudini [4]. E dell’agosto di quest’anno trovasi un laudo pubblicato in una causa concernente certi monti e loro confini fra gli uomini di Valle Floriana e la giurisdizione capitolare di Sovero [5]. L’ultimo dello stesso mese ed anno, Marco Lorenzo podestà di Brescia diede all’abbadessa e alle monache di S. Giulia di Brescia la facoltà di spedire a Trento il dottore Giampiero Cazzago, gentiluomo bresciano, qual loro sindaco

  1. Miscellanea Alberti, T. V, fol. 22-29.
  2. Miscell. Alberti, T. III, fol. 223.
  3. Miscell. Alberti, T. III, fol. 230-231.
  4. Miscell. Alberti, T. III, fol. 232.
  5. Miscell. Alberti, T. V, fol. 193.