Pagina:Annali del principato ecclesiastico di Trento dal 1022 al 1540.djvu/459

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sudditi; del che esibisce e nomina i testimonii [1]. Intanto il vescovo Bernardo trovavasi in Ratisbona per assistere a quella Dieta, alla quale era stato invitato anche il Capitolo, che si scusa con sua lettera ad esso Bernardo, di non essere in grade di mandarvi alcun canonico per le molte avversità che deve provare e per deficienza di mezzi; rimette tutto nelle di lui mani, e gli raccomanda molt’altre cose, ma particolarmente che procuri d’impedire la contribuzione ideata della terza parte delle rendite ecclesiastiche [2]. Alla fine di quest’anno cominciò nell’Alemagna il tumulto dei rustici, che nell’anno susseguente diede tanto da pensare anche al Trentino. Ciò si deduce da lettera scritta al vescovo Bernardo dal conte di Ortenburg, che a lui rispondendo deplora la posizione di Bernardo sprovveduta degli ajuti necessarii a respingere i detti villani, e scusa Ferdinando che, sebbene avesse comandato gli fosse prestata assistenza, non era stato ubbidito dai suoi consiglieri; promette che a sollievo di tante spese avrebbe mandato duemila fiorini; e in fine lo esorta di tralasciare un certo pellegrinaggio, e di portarsi invece alla prossima Dieta, dove avrebbe potuto giovare all’arciduca co’ suoi consigli [3]. Havvi poi una lettera dei 15 ottobre diretta da Clemente VII all’arciduca Ferdinando, colla quale si scusa di non essere in grado di aderire alle di lui premure per la promozione di Bernardo Clesio

  1. Miscellanea Alberti, T. VI, fol. 177.
  2. Miscell. Alberti, T. VI, fol. 225.
  3. Miscell. Alberti, T. VI, fol. 203.