Pagina:Annali del principato ecclesiastico di Trento dal 1022 al 1540.djvu/461

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disonestà il sacerdote Trentini di Arco, beneficiato di S. Agnese nella cattedrale di S. Vigilio, e, trovatolo reo, lo condannò a tre anni di esiglio, durante i quali, gli fosse pur anco sospeso il godimento del suo beneficio [1]. In quest’anno nella casa d’Antonio a Prato fu eretto il monastero delle monache scalze di S. Chiara, assieme alla chiesa dedicata alla SS. Trinità, per lascito del suddetto Antonio, il quale stabilì loro la norma ed il modo delle dotazioni [2]. Avendo anche in quest’anno l’arciduca Ferdinando fatto nuova istanza al pontefice per la nomina al cardinalato del vescovo nostro Bernardo, n’ebbe in risposta che di lui avrebbe avuto tutta quella considerazione che Iddio ed i tempi gli permettessero [3]. Li 9 novembre dello stess’anno, il sopranominato conte di Ortenburg, fra le altre cose ragguaglia per lettera il vescovo Bernardo, che la comunità di Brentonico aveva di già sborsati mille ducati d’oro al segretario Pietro Tergestino, per avere ottenuto dall’arciduca Ferdinando il diploma di privilegio di dividersi da Roveredo in punto di giudicatura [4].

In quest’anno il Principato di Trento divenne campo o teatro d’una spaventevole tragedia. Nella Germania sconvolta dalle dottrine dell’eresiarca Lutero, i popolani ed i villici si erano proposta la distruzione dei nobili e possidenti, dei sacerdoti, dei dottori, dei

  1. Miscellanea Alberti, T. VI, fol. 176.
  2. Miscell. Alberti, T. V, fol. 107. T. VI, fol. 5.
  3. Miscell. Alberti, T. VI, fol. 183.
  4. Miscell. Alberti, T. VI, fol. 203.