Pagina:Avventure di Robinson Crusoe.djvu/151

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dintorni alcuni grossi viventi di selvaggia natura che soli potevano aver fatto ciò, ma che razza di viventi fossero, io non sapeva immaginarmelo. Vidi pertanto che non era il caso nè di stendere strati d’uva sul terreno per seccarla, nè di portarne via i grappoli entro un sacco. Non la prima cosa, perchè la mia provvigione sarebbe stata distrutta come fu l’altra; non la seconda, perchè l’uva si sarebbe gualcita entro il sacco. Pigliai ad un altro espediente; raccosi cioè una grande quantità di grappoli attaccandoli ai rami degli alberi e lasciandoli ivi tanto che si stagionassero e seccassero al sole. Circa ai limoni, ne portai via tutto quel numero sotto il cui peso fui buono a reggere.



Casa sul lido e casa di villeggiatura.



Tornato dal mio viaggio e postomi a meditare con grande soddisfazione su la fertilità della scoperta valle e su l’amenità della sua situazione, più riparata in oltre dall’impeto de’ turbini e copiosa d’acqua dolce e di legna, dovetti conchiuderne che da vero io era venuto a stanziarmi nella più trista parte di tutta quell’isola; per le quali considerazioni io cominciava già a divisare di abbandonare l’alloggiamento scelto da prima e metterne uno, ben difeso siccome questo, se pure fosse stato possibile, in quella fertile amenissima parte di paese.

Su questo disegno spaziai a lungo con la mia mente, perchè per qualche tempo rimasi innamorato di quella bellezza di situazione per dir vero seducentissima, ma guardandoci più da vicino osservai come ora mi trovassi proprio su la riva del mare, ove non era per lo meno impossibile che succedesse alcun che di vantaggioso per me.