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robinson crusoe 129


Seminagione ed altri casalinghi lavori.



Imparato ora a conoscere la vicenda regolare delle stagioni piovose ed asciutte, mi diedi a farne un ripartimento proporzionato ai bisogni di provvedere alla mia sussistenza. Ma mi costò caro il giungere a questo intento, e quanto mi apparecchio ora a riferire darà a conoscere uno dei più scoraggianti esperimenti ch’io m’abbia mai fatti.

Ho di già narrato come io mettessi in serbo le poche spighe d’orzo e di riso che in guisa tanto maravigliosa io areva vedute nascere da sè medesime, come credei da principio: credo fossero all’incirca trenta quelle del riso e venti l’altre dell’orzo. Ora cessate le piogge, e il sole nascente stando alla massima distanza da me nella sua posizione meridionale, credei questo essere il tempo opportuno per la mia seminagione. Conseguentemente lavorai meglio che potei con la mia vanga di legno un pezzo di terra che divisi in due parti per seminarvi il mio grano. Nel far ciò mi venne a caso l’idea di non seminarlo tutto in una volta, perchè non era ancora ben sicuro che quella fosse l’idonea stagione. Commisi dunque al terreno due terzi di semina così d’un grano come dell’altro, tenendone addietro per maggior cautela una porzioncella di ciascheduna sorta.

Fu un grande conforto per me l’essermi regolato in questa maniera. Non uno dei grani che seminai allora venne a buon fine; perchè essendo succeduto alla mia seminagione un mese asciutto, nè la terra avendo ricevuto dalle piogge verun ammollimento che aiutasse il germoglio del seme, esso non produsse nulla finchè non tornò la stagione umida, che allora buttò come se fosse stato seminato di fresco. Poichè m’accorsi che la mia prima semina non germogliava, subitamente immaginai che ciò era effetto dell’aridità. Cercai quindi un pezzo di terreno più umido per farvi una seconda prova;