Pagina:Avventure di Robinson Crusoe.djvu/156

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e rinvenutolo in vicinanza del mio nuovo frascato, lo vangai affidandogli altra parte della mia semina in febbraio, un poco prima dell’equinozio di primavera. Questa, dopo essersi imbevuta delle piogge di marzo e d’aprile, spuntò bellamente e mi diede un eccellente ricolto; ma non avendone seminata che poca porzione, perchè non ardii privarmi di tutto il grano che aveva, non ne cavai in fin dei conti se non una piccola quantità, perchè tutta la mia messe non ammontava a più di un mezzo moggio per ciascuna sorta. Nondimeno, grazie a questo esperimento, m’impossessai della mia materia, e giunsi a conoscere esattamente quale fosse il tempo opportuno alla seminagione; come pure venni a sapere ch’io poteva computare sopra due seminagioni e due ricolti a ciascun anno.

Intantochè il mio grano andava crescendo feci una piccola scoperta che mi fu in appresso di molta utilità. Appena cessate le piogge e cominciato a stabilirsi il buon tempo, il che accadde all’incirca nel mese di novembre, feci una gita alla mia villeggiatura ove, benchè non vi fossi stato da alcuni mesi, trovai tutte le cose nell’ordine in cui le aveva lasciate. Il cancello o doppio steccato che le aveva messo all’intorno non solamente si trovava fermo ed intatto, ma i pali che