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Altri nuovi lavori per una seminagione più ampia e per fare il pane.



Bisognava ora ch’io mi apparecchiassi un maggiore spazio di terreno lavorato, perchè aveva grano abbastanza per seminare qualche moggiata di terra. Prima di accignermi a ciò, impiegai almeno una settimana nel fabbricarmi una nuova vanga, la quale, per dir vero, mi riuscì e sconcia e sì pesante, che mi bisognò doppia fatica nel servirmene. Pur la feci esser buona, e seminai il mio grano in due campi spianati, più vicini che potei trovarli alla mia abitazione, difesi con una buona palizzata i cui stecconi erano tutti tolti da quegli alberi che aveva piantati dianzi, e che sapeva come felicemente crescessero. In capo ad un anno ebbi una buona siepe viva che abbisognava ben poco di esser maggiormente munita. Questo lavoro mi portò via tre interi mesi, perchè una gran parte di esso fu eseguita nella stagione umida, quando io non poteva andar molto attorno.

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Rimasto affatto in casa ne’ giorni d’incessante pioggia, impiegai questi nelle cose ch’io son per descrivere. Noterò intanto che, mentre io stava intento al lavoro, mi divertiva parlando col mio pappagallo