Pagina:Avventure di Robinson Crusoe.djvu/207

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a piedi, che non mi svegliai compiutamente; ma così tra il sonno e la veglia, pur sognando che qualcheduno mi parlasse, e continuando la voce a ripetere: Robin Crusoe! Robin Crusoe! cominciai finalmente ad essere un poco più desto. Spaventato su le prime, saltai in piedi nella massima costernazione; ma appena ebbi aperti gli occhi, vidi il mio Poll seduto in cima alla palizzata. Non poteva più dubitare che chi m’avea parlato non fosse desso; perchè appunto in questo lamentevole linguaggio io era solito parlargli ed insegnargli a parlare. Quel povero animaletto aveva imparato sì perfettamente che, venutosi a posar sul mio dito e col rostro appressato al mio volto gridava: Povero Robin Crusoe! Dove siete? Dove siete stato? e simili cose che gli aveva insegnate.

Nondimeno, ancorchè io sapessi che era il pappagallo, e che sicuramente non poteva essere altro, ci volle un bel pezzo prima ch’io