Pagina:Avventure di Robinson Crusoe.djvu/23

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robinson crusoe 11


Una tempesta.



Nel sesto giorno della nostra navigazione toccavamo le spiagge di Yarmouth; chè essendone stato contrario il vento, e avendo trovato bonaccia, facemmo ben poco cammino dopo la sofferta burrasca. Qui fummo costretti venire all’âncora, e vi rimanemmo per sette od otto giorni, perchè il vento che spirava da libeccio (sud-west), continuava ad esserci contrario. In questo intervallo un grande numero di grosse navi, provenienti da Newcastle, convennero alle medesime spiagge come rifugio comune, ove ogni naviglio poteva aspettare un vento propizio per raggiugnere il Tamigi. Pure non v’era una necessità che ancorassimo ivi sì lungo tempo, ed avremmo potuto entrarvi facendo fronte alla marea se fosse stato meno forte il vento, che dopo essere noi rimasti lì quattro o cinque giorni divenne poscia gagliardo oltre ogni dire. Ciò non ostante quelle spiagge venendo riguardate buone come un porto, ottime essendo le nostre âncore e gagliardissimi i loro attrezzi, la nostra brigata non se ne dava quasi per intesa, e senza sospettar nemmeno il pericolo, impiegava il tempo nel riposo e nell’allegria ad usanza de’ marinai. Ma nell’ottavo giorno, cresciuto in guisa straordinaria il vento, tutte le braccia furono all’opera per abbassare i nostri alberi di gabbia, e serrare e difendere tutto all’intorno, affinchè la nostra nave potesse restare all’âncora il meglio che fosse possibile. Verso mezzogiorno la marea si fece altissima; il nostro castel di prua pescava l’acqua, la nave riceveva a bordo parecchie ondate, e tememmo per due o tre volte che l’âncora arasse terra: per lo che il nostro capitano comandò si gettasse l’âncora di soccorso; sì che ci appoggiavamo su due âncore al davanti di noi, e le nostre gomene erano tirate da un capo all’altro.

Allora infierì assai terribilmente la burrasca; allora cominciai a leggere la paura e l’avvilimento su i volti de’ medesimi marinai. Il capitano si dava con la massima vigilanza all’opera per preservare la nave; ma mentre or tornava nella sua camera, or ne veniva passandomi da vicino, potei udirlo quando disse parecchie volte fra sè