Pagina:Avventure di Robinson Crusoe.djvu/248

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dall’orrore ch’io concepii per la snaturata usanza degli abitatori di quella contrada; i quali per altro, pensai una volta, se privi di ogni altra guida fuor delle abbominevoli e viziate loro passioni, pur vengono tollerati dalla Provvidenza, sembra ch’ella permettesse ciò giusta i fini della sua saggezza nell’ordinare il mondo. Questi sgraziati sono abbandonali a sè stessi, e forse lo furono da alcuni secoli nel commettere tali orrori; adottano per tradizione atroci costumanze in cui soltanto gli avranno tratti uno sfrenato stato di natura, la mancanza di lumi venuti dal cielo, l’invincibile preponderanza di qualche infernale depravazione. Ed ora che, come dissi, cominciava ad annoiarmi di queste inutili corse ch’io aveva fatte sì lungamente,e spinte sì innanzi per tante mattine, anche il mio modo di vedere su l’azione da me divisata cominciò a cangiarsi. Mi diedi allora con mente più fredda e tranquilla a considerare qual fosse l’impresa cui stava io