Pagina:Avventure di Robinson Crusoe.djvu/266

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segnale mandato da qualche vascello pericolante che, veleggiando di conserva con altri legni o vascelli, or situati in distanza da esso, li chiedesse con questo mezzo in suo soccorso. La mia mente fu pronta abbastanza a pensare allora che, se bene io non fossi in istato di portare aiuto a que’ naviganti, poteva riceverne da essi. Raccolte quindi quante legna aveva a tiro, e fattone una grande catasta, piantai un bel fuoco su la montagna. Erano ben secche le legna, onde la vampa splendeva liberamente, e, ancorchè soffiasse gagliardo il vento, la mia catasta continuò ad ardere bene al segno di farmi credere che, se si trovavano uomini nel vascello, ne avrebbero necessariamente veduto il fuoco. Nè dubito che nol vedessero, perchè, appena la vampa incominciò a divenire alta, udii un nuovo sparo di cannone, poi un altro, tutti dalla medesima banda. Curai il mio fuoco tutta la notte fino allo spuntare dell’alba; poi quando fu innoltrato il giorno e ben chiaro l’aere, vidi alcun che in grande distanza galleggiar