Pagina:Avventure di Robinson Crusoe.djvu/267

Da Wikisource.

robinson crusoe 227


sul mare a levante dell’isola; ma se fosse un vascello o avanzo di esso, non potei discernere ciò nemmeno col mio cannocchiale, tanto era grande la lontananza, e l’atmosfera nebbiosa, almeno sul mare.

Dopo averlo contemplato più volte in tutta la giornata, m’accorsi finalmente che non si movea di sorta alcuna, donde congetturai tosto che fosse un vascello postosi all’âncora. Ansiosissimo, come potete immaginarvelo, di verificare la cosa, presi meco il mio moschetto e voltomi al mezzogiorno dell’isola, m’affrettai verso la direzione di quegli scogli presso cui tempo prima la corrente m’avea trascinato lontano dalla spiaggia. Salito su la sommità ove esaminai quella parte di mare altra volta, potei, essendo giorno affatto sereno, vedere distintamente e con mio grave cordoglio i frantumi d’un vascello gettato di notte tempo contro a quegli scogli nascosti ne’ quali m’abbattei con la mia piroga; quegli scogli stessi che, rompendo la violenza della corrente e formando una specie di controcorrente o di riflusso, mi camparono dalla più disperata e deplorabile condizione in cui mi sia mai trovato in mia vita.

Così accade talvolta che quanto è occasione di salvezza ad un uomo, sia di perdizione ad un altro; perchè sembra che quei naviganti non sapendo ove si fossero, e gli scogli essendo affatto coperti, sieno stati nella notte portati sovr’essi dalla furia del vento spirante ad est-nord-est (greco-levante). Se avessero veduto l’isola, il che non mi parea da supporsi, avrebbero cercato di ripararsi alla spiaggia mediante la loro scialuppa; ciò nondimeno gli spari di cannone fatti da essi per chieder soccorso, massime dopo aver veduto, siccome io m’immaginai, il mio fuoco, mi facevano pensare or una cosa, or l’altra. Primieramente supposi che, alla vista del segnale dato da me, si fossero gettati veramente nella loro scialuppa e ingegnati di salvarsi alla spiaggia, ma che il flutto troppo grosso ne gli avesse respinti. Poi mi veniva in mente che in quel momento non avessero più la loro scialuppa, il che poteva essere avvenuto in più d’un modo: particolarmente se le ondate battendo sul loro vascello avessero costretti i naviganti, come talvolta avviene, ad alleggerirlo col mettere in pezzi la scialuppa e gettarla in acqua con le proprie mani.

Qualche altra volta m’induceva a credere che avendo essi altri legni o vascelli in compagnia, questi, uditi i segnali di disastro, avessero raccolti e condotti via seco i pericolanti marinai. Poteva anche