Pagina:Avventure di Robinson Crusoe.djvu/333

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robinson crusoe 285


a combattere: se vi è rimasta ancora qualche forza, tenete questa pistola e questa spada e datevi attorno.»

Prese quell’armi ringraziandomi, e appena l’ebbe brandite, quasi avessero infuso in lui un vigore novello, corse in cerca de’ suoi assassini. Scagliatosi con furia sovr’essi, nè taglio a pezzi due in men che nol dico; perchè, per dar luogo alla verità tutta intera, que’ poveri sgraziati erano si orridamente atterriti dallo strepito delle nostre armi da fuoco, che cadeano per mero sbalordimento e paura; nè per cercare uno scampo avevano maggior virtù, che per resistere ai nostri moschetti. Tale si fu il caso di que’ cinque su cui Venerdì tirò entro al canotto; poichè se tre di quelli caddero pel colpo ricevuto, gli altri due caddero dalla paura.

Mi tenni in mano il mio moschetto senza spararlo, perchè bramava di averne prima presti altri caricati di nuovo, tanto più che la mia spada e la mia pistola le avea date allo Spagnuolo. Laonde, chiamato a me Venerdì, gli dissi di correre a piè dell’albero donde avea fatto fuoco la prima volta, e di portarmi l’archibuso e lo schioppo da caccia, che, senza tornarli a caricare, vi avea lasciati; il che egli fe’ con grande prestezza. Allora, datogli il mio moschetto, mi assisi per caricare le altre armi; e dissi sì al mio servo e sì allo Spagnuolo di venirle a cercare da me quando nè abbisognavano. Mentre io stava adoperandomi in ciò, nacque un accanito conflitto tra lo Spagnuolo ed un selvaggio che gli menava colpi con una enorme spada di legno: tal che lo avrebbe fatto in quarti se io non fossi stato in tempo a liberarlo. Lo Spagnuolo, uomo dotato di valore e coraggio oltre a quanto può immaginarsi, aveva, malgrado della sua debolezza, tenuto per un bel pezzo in rispetto l’Indiano, cui fece due grandi ferite sopra la testa; ma costui, mascalzone gagliardo ed intrepido, serratosegli alla vita, giunse ad atterrarlo, poichè veramente le forze lo abbandonavano: stava strappandogli di mano la spada. Lo Spagnuolo da uomo accorto gliela abbandonò, e fu ad un tempo lesto a trarsi dalla cintura la pistola, che, scaricala su l’Indiano, gli trapassò il petto, sì che lo avea steso morto su l’erba prima che io, corso in aiuto di chi dianzi era soggiacente, potessi arrivargli vicino.

Venerdì, che in questo momento non aveva altri miei ordini da eseguire, si diede ad inseguire i fuggiaschi senza altro che il suo segolo, col quale spacciò e que’ tre già menzionati che caddero feriti sin da